IL NUCLEO ANTICORRUZIONE FUNZIONA? DI GIROLAMO LO ABOLISCE. LA CITTÀ SOFFOCA SOTTO IL PESO DELLA QUESTIONE MORALE

 

Quell'organo funziona, fa realmente vigilanza preventiva, si permette addirittura di inviare segnalazioni, hanno l'ardire di fare il proprio lavoro. Quindi? Lo aboliamo.
Nell'era tutta italiana di Mafia di Capitale e del bollettino "indagati del giorno", tempi che riescono a far sembrare Tangentopoli una mascalzonata adolescenziale, a Terni la parola d'ordine è "tagliare". Questo è quello che apprendiamo da un articolo pubblicato stamane da Umbria 24 e che verrà formalizzato domattina con la pubblicazione della delibera da parte degli uffici. Qualcuno ipotizza che la motivazione addotta sia un rischio di immagine, dimostrando perfettamente l'approccio di governo degli ultimi 6 anni: se c'è un allarme va eliminata la sirena, va azzittata la campana, giammai deve essere indagata, appurata, accertata la sussistenza del problema.  L'incoerenza ormai è palese sotto gli occhi di tutti. Solo pochi mesi fa era stato firmato in pompa magna un accordo con l'ex Procuratore capo della Repubblica, Cesare Martellino, accordo di durata triennale. Proprio in quell'occasione, solo sei mesi fa, Di Girolamo affermava "Crediamo che tutto ciò possa rappresentare un deterrente ulteriore per scongiurare elementi di distorsione e corruzione a cui il nostro Paese, come dimostrano le cronache, non è affatto immune". Oggi si rimangia ogni cosa e fa dietro front su tutta la linea? Il 6 giugno il presidente Federico Pasculli, aveva depositato un atto a sostegno dell'autonomia e dell\'indipendenza della figura dei segretari generali, atto poi ritirato perché calendarizzato fuori tempo massimo.  Così come indicato nei più recenti indirizzi dell'Autorità nazionale anticorruzione, il Consiglio comunale deve essere coinvolto nell\'approvazione dei piani triennali anticorruzione. Ecco perché pretendiamo che la discussione aperta in terza commissione, con la piena disponibilità dei consiglieri della maggioranza, sia il luogo dove dibattere sull\'opportunità di una scelta simile. La delibera deve essere immediamente revocata in attesa di una discussione in sede consiliare. Su questo non possiamo che chiamare direttamente in causa i consiglieri di maggioranza e il capogruppo Cavicchioli a rispettare gli impegni presi in quella sede.  La carta di Pisa è stata un feticcio, un trofeo da mostrare in campagna elettorale. Campagna in cui abbiamo visto il Sindaco impegnarsi "solennemente" a rispettare i contenuti al suo interno compreso " l'astenersi dal ricevere finanziamenti e altre forme di sostegno alla propria attività politica da parte di concessionari o gestori di pubblici servizi, ovvero da privati che hanno rapporti di natura contrattuale con l\'amministrazione" salvo poi contestualmente ricevere da questi soggetti finanziamenti elettorali. Ieri sventolava il braccialetto bianco oggi, nel silenzio di Libera Terni, abolisce il nucleo anticorruzione.
Noi vogliamo una città alla luce del sole e combatteremo anche da soli per ottenere che Terni esca da questi metodi da Repubblica delle banane.

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