Fondazione Carit: E' lecito chiedere?

fondcaritSarebbe interessante chiedere ai ternani cos'è e qual è la funzione della Fondazione Carit. Siamo certi che in gran parte non saprebbero rispondere. In molti probabilmente ignorano che mentre la collettività paga a caro prezzo i costi della crisi, in città c'è una fondazione bancaria con un tesoretto di oltre 190 milioni di euro, un ente con lo scopo di perseguire valori collettivi e finalità di utilità sociale.
E' lecito chiedere che la destinazione della spesa della Fondazione e la motivazione di ogni scelta siano rese pubbliche in modo capillare e comprensibile al cittadino? 
È lecito chiedere che le priorità nell'erogazione dei fondi vengano determinate tramite graduatorie e bandi gestiti in modo chiaro e possibilmente partecipato, visto che quasi nulla trapela su tali procedure?
La questione è stata sollevata dal presidente di Italia Nostra, Liberati. Si tratta di un appello che deve essere raccolto. A tal proposito emergono ulteriori argomenti di interesse.
E' lecito chiedere come la Fondazione scelga i propri consulenti e collaboratori esterni?
E' lecito chiedere attraverso quali parametri la Fondazione selezioni gli esperti per la gestione del patrimonio?
Trasparenza, indipendenza dalla politica, riduzione significativa dei membri dell'assemblea dei soci garantendo comunque una rappresentatività eterogenea, sono obbligatorie vie da seguire soprattutto per il rispetto che si deve ai cittadini ternani, che ogni giorno fanno i conti con una realtà assai complicata.
La Carta delle fondazioni, redatta dall'Associazione di fondazioni e casse di risparmio (ACRI), indica principi irrinunciabili per una sana e corretta gestione: è lecito chiedere come mai la Fondazione Carit non vi si sia ancora integralmente conformata, visto che le più prestigiose fondazioni italiane lo facevano già anni prima? Esistono condizionamenti interni ed esterni?
Per quanto ci riguarda faremo di tutto per tenere vivo il dibattito, informando la comunità sull'amministrazione di questo ingente patrimonio costruito col sudore della fronte dei nostri concittadini: di ieri, di oggi e, speriamo, di domani.

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