DI GIROLAMO SI RICANDIDA? BASTA SCHERZI. TORNI A FARE IL MEDICO

di girolamoSeguendo la liturgia di partito, Leopoldo Di Girolamo chiede al PD la riconferma per ricandidarsi a sindaco, utilizzando l’argomento più improbabile della storia: vorrebbe concludere il lavoro iniziato,ma quale lavoro vorrebbe concludere? Cosa ha fatto finora per Terni?
Il Movimento Cinque Stelle lo invita piuttosto a riprendere anticipatamente la professione, godendosi l’immeritato vitalizio da parlamentare, nell’attesa di altre pensioni e indennità.
La città versa in stato comatoso e ci vorrebbe un elettroshock politico ed economico per farla riprendere. Di Girolamo è un uomo stanco: qui c’è bisogno di gente appassionata e motivata.
Terni ha già dato, affidandosi a una persona che ha lavorato pochissimo e male, capace, sì, di mediare al ribasso tra incessanti dispute correntizie, contenendo i danni all’immagine di un sistema di compagni & compari finiti allegramente in Tribunale, come dimostrano i processi Raffaelli e Brega, con quest’ultimo assurto perfino a presidente delle Assemblee legislative regionali d’Italia, nonostante i numerosi capi di imputazione a suo carico.

Sì, Di Girolamo ha proprio ben ‘lavorato’ per tenere insieme il partito, ma ha perso la città. Per molti questa ricandidatura rappresenta un insulto all'intelligenza dei ternani che ormai sanno distinguere tra un medico condotto e un sindaco mai nato, senza carisma, anonimo, un ‘uomo senza qualità’ che ha solo ‘gestito’ il disagio sociale, senza combattere, nel frattempo Terni si è vista scavalcata da altri territori umbri in un continuo scambio di favori tra notabili PD, e ha perso sempre più la sua attrattività per eventuali nuovi insediamenti produttivi, fonte di occasioni di lavoro e di maggiore dignità per tanti, rinverdendo così la leggenda della Conca come distretto di riferimento della grande, della media, della piccola industria d’Italia.
Al di là della crisi internazionale, per Terni, malata, Di Girolamo è come se avesse giurato contro Ippocrate, ricorrendo a medicine letali, con conseguenze visibili dal centro storico alle periferie, dal commercio all’artigianato, senza ascoltare alcuno, senza considerare le proposte dei cittadini, addirittura aggravando i numerosi problemi provocati ed ereditati dal suo predecessore.

I ternani, tra poco, avranno l’irripetibile occasione di dir basta a Di Girolamo, alla sua ‘squadra’, alla sua finta opposizione, sempre a pelo d’acqua al Senato, alla Camera, in Regione, in Provincia, in Comune, negli Enti pubblici, pur non essendosi costoro distinti in alcunché di straordinario per il progresso civile e morale collettivo, avvertiti piuttosto quali soggetti passivi, conformisti, resistenti a qualsiasi cambiamento e, non di rado, totalmente incompetenti nell’amministrazione ordinaria.
Da questo sindaco non una parola sull’ASL, scippata dalla Foligno della sua cara Lorenzetti; nulla da dire nemmeno su uno degli Ospedali più vecchi dell’Umbria, il S. Maria, né sulle cubature assurde in pieno centro storico, né sull’inceneritore tranquillamente riavviato o sullo strapotere di cooperative ‘amiche’ che, quando va bene, sottopagano ‘legalmente’ i loro dipendenti, in un’omertà che è segno distintivo di una gestione disinvoltamente politico-affaristica-clientelare: non ci sarà mai nemmeno un pertugio in favore di tanti giovani e meno giovani, se privi della tessera di partito.
Così, le energie nuove, fresche, buone, costrette ad andarsene. Di Girolamo e i suoi, invece, qui.
E’ questo il lavoro da concludere, dottor Di Girolamo? Far emigrare le nuove generazioni pur di mantenere il vostro ottuso potere su una città quasi morta? Terni reagirà. Terni vivrà.

E’ dunque un momento decisivo per affrancarci dalla schiavitù di lorsignori e divenire un popolo libero, mandandoli finalmente a casa; di più, chi fosse colto in fallo, risponderà in sede giudiziaria e, pur con tutte le garanzie, inchiodato a responsabilità non solo politiche. Ce ne occuperemo. La Corte dei Conti, ripetutamente intervenuta, potrebbe essere l’antipasto.
Il Movimento Cinque Stelle presenterà entro breve i suoi candidati a Primarie cui potranno democraticamente partecipare tutti i ternani. Un orizzonte di luce, di potenzialità riscoperte, di lavoro, di dignità, rispetto all’usuale prospettiva di città, plumbea, fragile. Sempre più all’angolo.

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