Il Comune non copre il Fondo Ripiano Morosità: come si distrugge una comunità

Abbandonare i più deboli per mantenere i privilegi dei forti: questa è la visione di sinistra della Giunta Di Girolamo. In alto a sinistra dicevano gli slogan elettorali, talmente in alto da essere irraggiungibili.

Sono mesi che alcuni cittadini cercano di chiedere udienza senza essere ascoltati su una questione che lascia allibiti e disgustati. Il fondo ripiano morosità, istituito dall’art.40 della L.R. 23/2003, è destinato ad assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica che versino in situazioni di indigenza, grave malattia e disoccupazione, quindi con manifesta incapacità di poter pagare. L’attivazione della procedura che permette di accedere al fondo è svolta dagli assistenti sociali che comunicano direttamente all’ufficio competente il nominativo, con relazione allegata.

Nell’anno 2014 le persone beneficiarie del fondo erano circa 20. Parliamo di una cifra da apporre in bilancio estremamente esigua che si attesta per un totale che oscilla tra i 15mila e i 20 mila euro. A queste persone è stata garantita la copertura finanziaria di tali fondi, “tranquillo, tranquillo...non ti preoccupare...”. In considerazione di ciò hanno fatto conto su quelle risorse economiche continuando a vivere, sopravvivere, la loro vita con 300-400 euro al mese.

Alcuni di loro, mesi fa, si sono visti notificare l’avviso di sfratto da parte dell’ATER, per morosità. Chiedendo spiegazioni, hanno fatto la spiacevole sorpresa che nell’anno 2014 e nell’anno 2015 il Comune di Terni non ha messo neanche un euro a copertura finanziaria del fondo, rifiutando la richiesta di stanziamento degli uffici. Per buona volontà dei dipendenti comunali parte del 2014 e stata coperta con risorse reperite da residui di altre voci di spesa simili.

Nella recente sessione di bilancio, il Consiglio comunale ha approvato un emendamento del consigliere Orsini ed altri consiglieri di maggioranza spostando 10 mila euro sul fondo. Oggi veniamo messi di fronte al fatto che questi 10 mila euro possono essere impegnati solo per il 2016 e non possono sanare la morosità del 2014 - 2015. Che tale problematica impossibile da risolvere e che non è possibile finanziare oggi la copertura delle mensilità rimaste scoperte.

La III Commissione, con la collaborazione di tutte le forze politiche presenti di maggioranza e di opposizione, sta predisponendo un emendamento all’assestamento di bilancio per porre a copertura la cifra necessaria, parliamo di 15-20 mila euro.

Il M5S pretende che la Vicesindaco con delega al sociale, e chi come lei ha la responsabilità di questa situazione vergognosa, trovi immediatamente una soluzione tecnica, senza alcuna scusa burocratica e senza alcun indugio per sanare la morosità pregressa.

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