Altro che 100 milioni, inestimabili i danni perpetrati dalle amministrazioni di sinistra a questa città

Ciò che oggi  il Corriere dell’Umbria riporta sui 100 milioni gettati al vento dall’amministrazione comunale in 20 anni  è cosa ben nota alla maggioranza dei ternani. Appare ovvio, attraverso una lettura del quadro d’insieme, che il disastro è stato perpetrato nel corso degli anni, non da una singola persona o amministrazione, ma da un intero sistema che ha avuto come unico fine l’autoconservazione del potere e non di certo il benessere dei cittadini e lo sviluppo del territorio.

È fintanto ovvio al M5S che molte di queste nefandezze ha contribuito a smascherarle, che più volte ha evidenziato la costante sudditanza della politica locale, che oltre alle promesse non ha saputo distrubuire alcunché.

Grazie alle denunce pubbliche e all’attività istituzionale dei portavoce del M5S possiamo integrare at libidum l’indagine-denuncia fatta dal dottor Diotallevi, aggiungendo, ma solo a titolo di esempio, il disastro di ATC in Umbria Mobilità, la liquidazione di USI, il fallimento del progetto CMM, ma anche la Casa delle Musiche, i soldi buttati in opere incompiute, la bretella per il piazzale merci AST ecc...

Potremmo inserire anche il mancato introito per il nostro territorio dai canoni concessori dell’idroelettrico, tra i più bassi d’Italia, questione per cui solo grazie alle pressioni del M5S c’è stato recentemente un piccolo, ma per nulla sufficiente riadeguamento.

D’altra parte, in tutti questi anni, un ruolo di prima linea in Umbria Terni ce l’ha avuto, soprattutto quando si è trattato di costruire il supercarcere, utile ad importare boss della ‘ndrangheta e i loro familiari, o di piazzare gli inceneritori, e anche qui sarebbe stato interessante valutare il costo delle politiche sui rifiuti che in questi anni hanno favorito il conferimento in discarica e l’incenerimento a pratiche più sostenibili che in altre realtà hanno portato ad un abbassamento delle tariffe.

 

Quello che è evidente è che”il partito trasversale” che ha dominato e domina ancora oggi le nostre terre, non trovando mai sino ad oggi degni contrappositori ha potuto essere il mazziere del tavolo incontrastato decidendo non solo il gioco ma anche i giocatori che si potevano sedere ai vari tavoli, la recente legge regionale è un esempio evidente esempio di voler tenere fuori dai giochi importanti i rappresentanti di Terni.

A questo punto risultano palesi le responsabilità della politica, e più in generale del sistema di potere che per anni si è preoccupato di nutrire quelle “reti sociali in grado di raccogliere interessi e costruire consenso” (la c.d. politica degli amici degli amici) a discapito della lungimiranza e della visione di sviluppo del territorio.

A molti queste frasi lasceranno una profonda indignazione e rabbia, siamo in molti che da tempo combattono questo sistema, molti altri invece nel cercare il colpevole non possono che guardarsi allo specchio, consapevoli che il cambiamento può e deve necessariamente avvenire tramite cabina elettorale e non altro.

Riguardo alle alternative, in questa città c’è chi con buona volontà e spirito civico ha portato per primi in consiglio comunale proposte e concretezza, vedendosele respingere dal muro di gomma eretto dai giochi della maggioranza, che non da ultimo ha bocciato oltre 40 emendamenti al DUP proposti dal M5S. Su tutti ci piace ricordare l’atto di indirizzo esaustivo su un nuovo progetto di università, basato sulla federazione di atenei e su una fondazione indipendente, atto rimbalzato in commissione e poi finito nella scrivania degli assessori di maggioranza, c’è una corrente nuova che si batte contro i css, contro l’incenerimento, in difesa dell’ambiente, a favore del coworking e delle start-up, a favore del riconoscimento dei diritti dei cittadini Ternani e del riconoscimento di Terni come città di pari dignità al cospetto di Perugia, quella alternativa porta il nome di Movimento 5 Stelle, anche se alcuni hanno difficoltà anche solo a pronunciarne il nome.

Notiamo che ancora una volta anche i vari intellettuali o analisti politici si mostrano ciechi di fronte alla rivoluzione culturale portata dal M5S anche a Terni, parlando ancora di rabbia e populismo schernendo ancora una volta chi, con non poco coraggio, ci ha messo la faccia, ha denunciato, si è battuto per la trasparenza e ad oggi ha imposto a tutti gli effetti l’agenda politica del consiglio comunale, mostrando ancora che al di la dei numeri esiste ancora un distacco siderale tra certe elité e i cittadini normali, distanza che solo il M5S è stato in grado di colmare.

 

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