Campus Universitario, da Perugia l'ennesimo schiaffo a Terni

L'ennesimo schiaffo di Perugia a Terni. L’ennesimo atto di sottomissione del PD ternano alle voraci e arroganti spartizioni decise dall’amministrazione Marini.

La Terni che è di casa in Umbria dovrà rinunciare alla promessa tanto agognata della città universitaria, con tutti i relativi investimenti perchè ciò non trova spazio nelle priorità del PD perugino. Inutili le recenti alzate di cresta degli esponenti della maggioranza locale per i quali gli interessi del proprio territorio non sono mai sembrati una priorità.

Ci troviamo ancora una volta, nostro malgrado, a dover raccontare le cronache del fallimento di una politica locale che sa solo subire, sempre pronta a raccogliere le briciole, mai invece a fare sentire la voce di una comunità sempre più sulla strada di un tracollo irreversibile.

Oltre  20 milioni di euro  spesi dalla nostra comunità a vario titolo per l’implementazione ed il mantenimento del distretto Universitario Ternano, cifra a cui si devono sommare gli investimenti fatti sugli immobili concessi per svolgere tale funzione, soldi mai investiti non per un vero Polo Universitario ma solo per dei Corsi di Laurea, non essendoci Facoltà o Dipartimenti ma solo sedi didattiche decentrate. 

Niente Università, strutture di ricerca o gruppi ricercatori, corrisponde nei fatti ad un mero decentramento didattico.
E storia recente sono gli 800 mila euro investiti per il laboratorio di Biotecnologie ancora in attesa di partire.

Grave e clamorosa è la retromarcia della Regione e di Adisu che annullano gli investimenti previsti dopo ben 7 anni di promesse ed in un momento di estrema difficoltà dell’università nel nostro territorio, la cosa non può che essere un vero colpo di grazia.

Il campus che doveva essere un’opera di rilancio , il Campus Universitario Ternano chiude ancor prima di aprire come se finora avessimo scherzato, ed ancora più grave il segnale di chiusura verso Terni a cui rimane un pleonastico tavolo tecnico al quale sarebbe chiamata a partecipare con Narni mentre ben sappiamo che le decisioni vengono prese altrove.

Quindi la storia continua, perchè i quasi sei milioni e 900 mila euro che la Regione aveva promesso per il campus vanno a farsi benedire, o meglio se li tengono a Perugia, e quindi ancora una volta, se Terni ha i soldi si fa, altrimenti non chiedere altrove.

Appena entrati in Consiglio comunale, come M5S presentammo noi stessi un atto di indirizzo con la nostra idea di Università, un Polo che superasse il consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Terni e desse vita ad una Fondazione autonoma con suoi dipartimenti, strutture di ricerca, direttivi nel territorio ed un suo patrimonio, basata sulla  struttura portante la Federazione di Atenei, così come previsto dalla Legge Gelmini 30/12/2010 n°240, G.U. 14/01/2011, in modo tale da poter attivare corsi a carattere unico ed attrattivo con la collaborazione di altre Università Italiane ed Estere così da raggiungere una vera autonomia politica/economica, a promuovere centri, laboratori e gruppi di ricerca anche al di fuori dell’Università in modo da creare una maggiore integrazione Università/Ricerca con il territorio.

Quando la presentammo venimmo rassicurati e quasi “derisi” perché la bontà del progetto di Perugia non era da mettere in discussione, che in breve tempo tutto si sarebbe risolto, che non si poteva uscire da un rapporto così importante per la nostra città. Ad oggi la nostra visione si è dimostrata più lungimirante di molti altri che evidentemente non riescono a liberarsi dai vincoli di sudditanza che derivano da anni di classe dirigente incapace di alzare la voce quando c’era bisogno.

 

Il M5S ha sempre rivendicato rivendica tramite le idee e gli atti presentati la necessità di un indipendenza dal capoluogo, non siamo certo i cugini poveri di Perugia e non ci servono le rassicurazioni di essere di casa in una regione che è altrettanto nostra, la quale ha un debito enorme verso questo territorio,  a partire dalle depredazioni delle risorse dell’idroelettrico, la tassa sulle bonifiche che paghiamo qua anche per quelle che si fanno a Perugia, per non parlare del sacrificio ambientale che sta subendo questa città. Vogliamo essere interlocutori di pari dignità e dare sfogo a quelli che sono le nostre aspettative e le nostre aspirazioni. Questa classe politica ci sta togliendo anche la speranza, oggi è più che mai chiaro che stiamo raggiungendo il fondo di un baratro da cui non si risale più.

L'ennesimo schiaffo di Perugia a Terni. L’ennesimo atto di sottomissione del PD ternano alle voraci e arroganti spartizioni decise dall’amministrazione Marini.

La Terni che è di casa in Umbria dovrà rinunciare alla promessa tanto agognata della città universitaria, con tutti i relativi investimenti perchè ciò non trova spazio nelle priorità del PD perugino. Inutili le recenti alzate di cresta degli esponenti della maggioranza locale per i quali gli interessi del proprio territorio non sono mai sembrati una priorità.

Ci troviamo ancora una volta, nostro malgrado, a dover raccontare le cronache del fallimento di una politica locale che sa solo subire, sempre pronta a raccogliere le briciole, mai invece a fare sentire la voce di una comunità sempre più sulla strada di un tracollo irreversibile.

Oltre  20 milioni di euro  spesi dalla nostra comunità a vario titolo per l’implementazione ed il mantenimento del distretto Universitario Ternano, cifra a cui si devono sommare gli investimenti fatti sugli immobili concessi per svolgere tale funzione, soldi mai investiti non per un vero Polo Universitario ma solo per dei Corsi di Laurea, non essendoci Facoltà o Dipartimenti ma solo sedi didattiche decentrate. 

Niente Università, strutture di ricerca o gruppi ricercatori, corrisponde nei fatti ad un mero decentramento didattico.
E storia recente sono gli 800 mila euro investiti per il laboratorio di Biotecnologie ancora in attesa di partire.

Grave e clamorosa è la retromarcia della Regione e di Adisu che annullano gli investimenti previsti dopo ben 7 anni di promesse ed in un momento di estrema difficoltà dell’università nel nostro territorio, la cosa non può che essere un vero colpo di grazia.

Il campus che doveva essere un’opera di rilancio , il Campus Universitario Ternano chiude ancor prima di aprire come se finora avessimo scherzato, ed ancora più grave il segnale di chiusura verso Terni a cui rimane un pleonastico tavolo tecnico al quale sarebbe chiamata a partecipare con Narni mentre ben sappiamo che le decisioni vengono prese altrove.

Quindi la storia continua, perchè i quasi sei milioni e 900 mila euro che la Regione aveva promesso per il campus vanno a farsi benedire, o meglio se li tengono a Perugia, e quindi ancora una volta, se Terni ha i soldi si fa, altrimenti non chiedere altrove.

Appena entrati in Consiglio comunale, come M5S presentammo noi stessi un atto di indirizzo con la nostra idea di Università, un Polo che superasse il consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Terni e desse vita ad una Fondazione autonoma con suoi dipartimenti, strutture di ricerca, direttivi nel territorio ed un suo patrimonio, basata sulla  struttura portante la Federazione di Atenei, così come previsto dalla Legge Gelmini 30/12/2010 n°240, G.U. 14/01/2011, in modo tale da poter attivare corsi a carattere unico ed attrattivo con la collaborazione di altre Università Italiane ed Estere così da raggiungere una vera autonomia politica/economica, a promuovere centri, laboratori e gruppi di ricerca anche al di fuori dell’Università in modo da creare una maggiore integrazione Università/Ricerca con il territorio.

Quando la presentammo venimmo rassicurati e quasi “derisi” perché la bontà del progetto di Perugia non era da mettere in discussione, che in breve tempo tutto si sarebbe risolto, che non si poteva uscire da un rapporto così importante per la nostra città. Ad oggi la nostra visione si è dimostrata più lungimirante di molti altri che evidentemente non riescono a liberarsi dai vincoli di sudditanza che derivano da anni di classe dirigente incapace di alzare la voce quando c’era bisogno.

 

Il M5S ha sempre rivendicato rivendica tramite le idee e gli atti presentati la necessità di un indipendenza dal capoluogo, non siamo certo i cugini poveri di Perugia e non ci servono le rassicurazioni di essere di casa in una regione che è altrettanto nostra, la quale ha un debito enorme verso questo territorio,  a partire dalle depredazioni delle risorse dell’idroelettrico, la tassa sulle bonifiche che paghiamo qua anche per quelle che si fanno a Perugia, per non parlare del sacrificio ambientale che sta subendo questa città. Vogliamo essere interlocutori di pari dignità e dare sfogo a quelli che sono le nostre aspettative e le nostre aspirazioni. Questa classe politica ci sta togliendo anche la speranza, oggi è più che mai chiaro che stiamo raggiungendo il fondo di un baratro da cui non si risale più.

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