Il gioco sporco sull'acqua di Terni.

“Sensibili riduzioni della pressione di fornitura idrica alle utenze della città specie nelle ore notturne”. Questo è lo scenario proposto dalla SII in una nota inviata alcuni giorni fa al Sindaco di Terni, al quale la stessa consiglia la predisposizione di un apposito provvedimento sindacale per la limitazione dell’uso dell’acqua ad esclusivo ambito idropotabile.

Passati ormai 4 mesi dalla denuncia pubblica da parte del M5S sulla presenza oltre limite di legge di tetracloroetilene nell’acqua potabile, nessun intervento è stato effettuato sui pozzi San Martino e Mattatoio al fine di implementare sistemi di trattamento che potessero permettere il riallaccio degli stessi alla rete. Il 24 marzo gli uffici comunali avevano già sollecitato l’invio di informazioni dettagliate sulle opere di potabilizzazione alla quale la SII non ha più fornito riscontro. La stessa solerzia con cui nel mese di dicembre è stato effettuato l’affidamento diretto di 19 milioni di euro di lavori per l’acquedotto Terria-Pentima avremmo voluta vederla nel ripristino di questi di pozzi.

Il ritardo e il totale disinteresse nei confronti di questi interventi che dovrebbero essere di urgenza massima potrebbe lasciar intravedere una chiara volontà di non risolvere la situazione prima dell’estate. È più che legittimo chiedersi se dietro a tutto ciò ci sia la volontà politica di condurre l’opinione pubblica verso una situazione emergenziale, un panico indotto, che ha come unico obiettivo quello di far sottacere le ricadute ambientali, turistiche ed economiche sul territorio e la mancanza di chiarezza sull’appalto dell’acquedotto. 

A più di un mese dalla nostra richiesta di accesso agli atti non ci è stato fornito infatti nemmeno uno straccio di documento.

Questi inaccettabili ritardi non possono essere inquadrati nel solo arco temporale dei primi mesi del 2016 ma vanno considerati in tutto l’arco dei 14 anni di affidamento del servizio idrico. Le parole dell’amministratore delegato della SII durante l’audizione svolta in III Commissione non lasciano spazio a dubbi, infatti l’Ing. Bernardi ha affermato che la vulnerabilità all’inquinamento delle acque di Terni è cosa nota alle istituzioni (non ai cittadini) ormai da decenni tanto che l’idea del nuovo acquedotto “…nasce da uno studio fatto molti anni addietro, uno studio della Sapienza perché il bacino acquifero di Terni è stato ritenuto ad alto rischio di inquinamento… che lo è tuttora.”.

Cosa ha fatto la SII, la società privata di fatto, in questi anni per intervenire su questa emergenza decennale oltre a pianificare poltrone, opere faraoniche e bollette fra le più salate d’Italia? Quanti soldi ha investito la SII sulla messa in sicurezza e la bonifica dell’acquifero, garantendo la sicurezza dei pozzi cittadini? Il M5S porrà sul tavolo una dettagliata e accurata analisi del rispetto degli obblighi contrattuali nell’affidamento del servizio affinché l’amministrazione possa valutare serenamente la possibilità di una risoluzione del contratto qualora fossero riscontrati gravi inadempimenti in tal senso.

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