Il Sindaco Di Girolamo pronto a dare il colpo di grazia alla città

Siamo passati da un documento programmatico presentato dal Sindaco ad inizio mandato che prometteva mari e monti, a «Continueremo nel lavoro doveroso di razionalizzazione delle spese, ma anche affrontando un riassetto dei servizi".
Il buco con cui si chiuderà questo bilancio 2015, ben tre milioni e mezzo, certifica il fallimento della politica locale degli ultimi 20 anni, una politica che non ha saputo creare un progetto e adattare la città a quelle che erano le sfide del futuro.
Le risorse passate non ci sono più, dileguate tra gli sprechi del sistema e gli sterili investimenti, tra progetti mai decollati e dispersi nei rivoli della burocrazia. Siamo passati da quando il comune poteva permettersi addirittura un consulente per la pace e gli investimenti in derivati, alla estrema necessità di rientrare razionalizzando su ogni fronte. (il che vuol dire tagli su tutto).
Come se non basti, In questi due anni abbiamo visto scomparire tre importanti partecipate, Isrim, ATC, USI, con loro tramontano i sogni della ricerca, della mobilità cittadina e del progetto multimediale del C.M.M., ed ora ancor di più si rischia di dover sacrificare Farmacie e ASM.

Sconcertante è che il tutto si concluda con la conferma del rimpasto, a metà tra un premio e un ricatto offerto come merce in cambio dell'ipotetico passaggio di un bilancio quanto mai difficoltoso.
Eppure questa doveva essere una giunta tecnica e pronta, diversamente da quanto fatto in precedenza e come confermato dallo stesso Sindaco, una giunta che aveva il compito di dialogare con il Consiglio e progettare una città diversa.
La realtà è invece tutt'altro, una Giunta che diserta la maggioranza dei consigli e troppo spesso è assente nei question time, che svilisce regolarmente il ruolo del Consiglio comunale ignorando gli atti approvati e andando avanti per la propria strada, ne è un clamoroso esempio l'atto sulla internalizzazione dei parcheggi di superficie che proprio in questi giorni con un colpo di mano passano sparati a Terni Reti.
Nel frattempo la città attende il progetto del Centro Commerciale Naturale, il teatro Verdi, il Parco Cardeto, si attendono politiche concrete per il sociale, per un rilancio reale e sostenibile, cosa che rimarrà un'utopia, almeno sotto questa governance.
Le parole vuote e fragili di un Sindaco che ha perso, a nostro avviso, ogni credibilità ed autorevolezza, sono altrettanto sconcertanti, «Vedo una città vogliosa di riprendersi dalla crisi, che punta su razionalizzazione delle spese, infrastrutture, manifattura, qualità ambientale, sostenibilità e innovazione», noi quella città non la vediamo, vediamo una città sofferente ed inerme, dove al buco di bilancio si sommano le voragini che si aprono nelle strade, dove non ci sono risorse nè per tagliare l'erba, nè per aiutare i più deboli, dove l'inquinamento pesa in maniera troppo pesante nella vita dei cittadini. Questa città ha bisogno di un impulso diverso, un impulso che chi amministra oggi a nostro avviso non è mai stato in grado di dare.

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