Sulle mense scolastiche poca chiarezza, ma il PD ha già deciso: tagli e privatizzazione.

A seguito della commissione consiliare del 24 febbraio u.s. avvenuta in presenza dell'assessore Piacenti D'Ubaldi si è chiarita definitivamente la posizione del PD in relazione ai servizi educativi comunali e sulla questione della refezione scolastica: tagli e privatizzazioni.
Nella delibera di giunta n. 25 del 24/2/2016 vengono infatti imposte alcune fondamentali scelte che il Partito Democratico ha il coraggio di presentare come proposte da "sottoporre" ai comitati-mense delle scuole.
Le famigerate "scelte" riguardano la completa privatizzazione financo ("alias" esternalizzazione) delle mansioni amministrative di raccolta delle iscrizioni e riscossione delle quote mense; nonchè la volontà di tagliare i servizi delle scuole dell'infanzia comunale, ipotizzando l'utilizzo per altre mansioni del personale dipendente del Comune che lavora nelle mense in loco e negli uffici amministrativi per giungere ad una completa privatizzazione del servizio e, addirittura, si propone l'eventualità di una concessione del servizio mense senza avere, ad oggi, neppure i dati certi ed un piano economico che permetta la comparazione dei costi-benefici fra le varie modalità di gestione. 
Solo una cosa è certa, a detta di Piacenti D'Ubaldi: il cibo precotto trasportato rimarrà in tutti i refettori senza neppure pensare alla possibilità di far tornare in quei plessi il "cotto e mangiato": salvo poi per l'amministrazione comunale proporre "corsi di educazione alimentare" nelle scuole! Si parla inoltre di alzare le quote delle mense da far pagare ai genitori o, in alternativa (alla faccia della partecipazione democratica) lo spauracchio del rimettere sul piatto l'opzione di uno o più centri di cottura per incrementare il cibo precotto trasportato.
In tutto questo, la quantificazione del debito del Comune nei confronti della All Foods (società che detiene l'appalto del cibo trasportato) - confermato dal dirigente preposto - non ci viene fornita così come i dati disgregati sui costi dei singoli pasti utili per capire la convenienza del cibo trasportato rispetto a quello cotto in loco e nulla viene detto in relazione al futuro del personale del comune impegnato nelle mense: l'assessore al bilancio ha proposto di mandarli gradualmente in pensione o spostarli in altre mansioni, senza chiedere nulla, a quanto pare, ai diretti interessati.
Anche sul versante del sociale non va meglio: a marzo scade infatti la proroga dei servizi sussidiari - e quindi anche del personale esterno impegnato nelle mense - e si deve andare a nuovo bando: è impossibile una nuova proroga in quanto sono state effettuate tutte quelle previste da capitolato. Ricordiamo che proprio alcuni bandi e proroghe verificatesi nel versante del sociale nel Comune di Terni, siano già state attenzionate dall'ANAC di Cantone e sintetizzate in una relazione ben nota agli uffici comunali. 

Su tale questione abbiamo avuto proprio oggi una risposta dall'assessore Riccardi: ci conferma l'ennesima proroga del bando - sebbene questa non sia possibile visto il capitolato - e l'assenza ad oggi di una nuova bozza da sottoporre ai consiglieri che, per legge, devono avere voce in capitolo. L'amministrazione comunale e la sua giunta ha dunque l'obiettivo di battere un altro record e di tornare sotto la lente dell'Anac in relazione alle proroghe ormai sistematicamente in barba a qualsiasi regola? 

Quello che come Movimento 5 stelle chiederemo, se il PD permetterà mai di far approdare "democraticamente" questi temi in Consiglio, è una maggiore attenzione ai diritti dei lavoratori, sia di quelli comunali che di quelli "esterni"; restiamo contrari ad una privatizzazione dei servizi della refezione scolastica così come ai tagli delle scuole comunali fatti passare per "razionalizzazioni". Volgiamo vederci chiaro sugli obiettivi di queste proposte di concessioni e capire se il Sindaco e la sua giunta prendano decisioni in base agli indirizzi del Consiglio o in base a quelli di coloro che hanno finanziato la sua campagna elettorale. 
Ci chiediamo inoltre cosa ne pensano i giovani rappresentanti del PD di queste decisioni già prese in altre stanze lontane da quelle del Consiglio Comunale. Tutti d'accordo con l'annunciata "razionalizzazione" e con il progressivo taglio delle scuole comunali dell'infanzia così come proposto nella delibera di giunta citata, nel DUP e come dichiarato in commissione dall'assessore? Tutti favorevoli alla completa estromissione dei rappresentanti dei genitori in percorsi condivisi con l'amministrazione comunale?
Nessuno scandalo per l'assenza di dati e documenti utili alla comprensione del problema, del fatto che si decida senza sapere neppure se certe scelte "convengano" agli utenti, ai lavoratori e alla cittadinanza tutta cui dobbiamo chiarezza?
Comprendo che, nell'ottica di partito, non prendere posizioni su determinate questioni allunghi la "vita politica" e certi silenzi dicono più di mille parole.
Siamo consiglieri comunali, portavoce per fare l'interesse dei cittadini, non per attenerci a votare passivamente in base ad interessi altrui.

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