Caso Gesenu: Asm acquisti quote soggette ad interdittiva. Primo passo verso un consorsio di aziende pubbliche sul modello Contarina

Un consorzio di società pubbliche come gestore unico della raccolta e del recupero dei rifiuti in Umbria. Il modello Contarina applicato al nuovo assetto dell’AURI e del gestore unico, come braccio operativo di un nuovo piano regionale Rifiuti Zero per rilanciare l’economia e risolvere definitivamente il problema dei rifiuti. Una regione di 900mila abitanti. Le aziende di proprietà dei comuni ci sono: Gesenu, Vus, Asm, Sogepu,Tsa, Sia, Esa. Questa la proposta del M5S che può partire da un intervento diretto dell’ASM Terni SpA, società al 100% di proprietà del Comune di Terni, attraverso la rilevazione le quote private di GESENU oggi soggette ad interdittiva antimafia.

Terni e Perugia insieme per vincere il derby della legalità, della salute e della crisi.
Una umbrian way of life estranea alle logiche di spartizione del territorio nazionale da parte delle multiutility, ad oggi unico sinonimo della discussione sulle macroregioni. L’Umbria si sottrae e guarda alla qualità dei servizi, alla possibilità di abbattere drasticamente le tariffe e sviluppare piattaforme di materie prime seconde a basso costo: rilanciare piccole e medie imprese e l’industria manifatturiera per centinaia di nuovi posti di lavoro.

Oggi se esiste una “EMERGENZA RIFIUTI” in Umbria, di sicuro è l’inerzia degli Enti pubblici che prima dovevano controllare e non l’hanno fatto e che ora lasciano GESENU in preda a possibili appetiti di organizzazioni criminali che hanno fatto del traffico illecito di rifiuti il loro Core Business. Le pressioni fatte e l’ottenimento dell’autorizzazione a mandare avanti il fantasmagorico bioreattore di Borgo Giglione sono l’ennesima prova di come solo un cambio radicale di paradigma possa salvare l’Umbria dall’ampliamento delle discariche, dagli inceneritori e dal CSS nei cementifici. La gestione pubblica non può condurre ad esempi virtuosi se ad essa non si applicano criteri meritocratici di selezione della classe dirigente e strumenti partecipativi che coinvolgano cittadini e lavoratori. Il MoVimento Cinque Stelle è oggi l’unico interlocutore politico credibile per un cambio di passo in questa direzione.

C’è una strana aria. Qualcuno vuole farci credere che quell’odor di mafie nella gestione dei servizi, certificato dalle varie interdittive, sia un fenomeno endogeno agli appalti pubblici, “dove ci sono i rifiuti c’è anche un po’ di mafia”. Questo è il pericolo numero uno per la comunità umbra: sottovalutare i fenomeni di penetrazione criminale, sempre più diffusi e confermati, da ultimo, dalla relazione della Direzione distrettuale antimafia e arrendersi all’idea che la permeabilità alle infiltrazioni mafiose sia una sorta di “normalità” alla quale abituarsi.
I portaVoce del M5S respingeranno con tutta la loro forza ogni tentativo di infiltrazione mafiosa nei loro territori, senza se e senza ma, a prescindere da ogni calcolo di convenienza politica o protagonismo territoriale. E si opporranno anche a qualsiasi tentativo di conquista da parte dei grandi gruppi economici operanti nella gestione dei rifiuti, pronti a conquistarsi senza neppure passare da una gara pubblica una partita da 140 milioni di euro l’anno; tanto vale la gestione dei rifiuti nella nostra regione. Questo è il nuovo corso M5S.

Andrea Liberati - Consigliere regionale M5S Umbria;

Cristina Rosetti - Consigliere comunale M5S Perugia;

Thomas De Luca- Consigliere comunale M5S Terni;

Simone Moretti - Consigliere comunale M5S Trevi;

Stefania Troiani - Consigliere comunale M5S Gualdo Tadino;

Gruppo consiliare M5S Gubbio;

Andrea Taddei - Consigliere comunale M5S San Giustino;

Paola Cerchice - Consigliere comunale M5S Spello;

Valentina Pigliapoco - Consigliere comunale M5S Umbertide;

Ilaria Gabrielli - Consigliere comunale M5S Città della Pieve.

 

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