LE BUGIE DEL SINDACO. ATTO BOCCIATO E GENITORI CACCIATI DAL CONSIGLIO

Di Girolamo ha mentito agli elettori, parlando nel suo programma elettorale di "pasti preparati in loco", di "coinvolgere le famiglie, i bambini e le bambine nella costruzione partecipata dei menù". I fatti si palesano ora diversamente: l'atto del comitato dei genitori è stato bocciato. Mamme e papà che stavano assistendo al Consiglio comunale sono stati accompagnati dai vigili fuori dall'aula, su ordine del Presidente Mascio. Quando i cittadini vengono cacciati dalle istituzioni che dovrebbero rappresentarli, quelle stesse istituzioni rinunciano alla loro legittimità, dimostrando di rappresentare interessi altri ed estranei alla volontà degli elettori.
Mascio si è rifiutato di annullare, com'era in suo dovere, le votazioni sui tre atti che sono avvenute in modo concretamente illegittimo. Sull'atto del comitato dei genitori, respinto, si è consumato il paradosso politico che ha visto: 13 voti favorevoli, 13 voti contrari e 2 astensioni quelle dei consiglieri di Forza Italia, Brizi e Fatale. In tal modo Forza Italia ha mantenuto in vita il Sindaco salvandolo da una sostanziale sfiducia espressa dal Consiglio e contribuendo a sancire lo smantellamento graduale delle cucine in loco, voluto dall'amministrazione.
Il Palazzo trema, reagisce in maniera scomposta di fronte alla partecipazione popolare che cresce e matura la propria consapevolezza. La presenza dei cittadini viene vissuta come un'ingerenza intimidatoria. "Cotto e mangiato" è la richiesta dei genitori che fa sudare i colonnelli della maggioranza.
Pubblicare i rendiconti dei finanziamenti elettorali di tutte le forze politiche. Li vogliamo sul sito del Comune, liberi e consultabili. Questo è il dovere rispetto agli impegni presi durante la campagna elettorale aderendo all'iniziativa di Libera "Riparte il futuro" e ribadita con l'approvazione in Consiglio e Giunta della "Carta di Pisa". Così i genitori potranno farsi un'idea completa del quadro in cui si muovono gli attori politici che è ben diverso dalla narrazione che viene propagandata con comunicati e atti volti alla tutela di interessi privati.
Si riempono la bocca dei diritti dell'infanzia ma sostengono a piene mani interessi che nulla hanno che vedere con la salute dei bambini: i genitori chiedono cibo cucinato in loco, il Comune risponde con cibo precotto.
Quanti debiti cela il Comune nei confronti dei privati che già gestiscono gli appalti delle mense? Cosa pensano i cittadini del cibo precotto che sono obbligati a consumare negli ospedali e nelle mense? Il Sindaco anziché mentire ai suoi elettori in campagna elettorale pronunciandosi a favore del mantenimento delle mense in loco, avrebbe dovuto dire la verità: Di Girolamo sta tagliando i servizi, diminuendo la qualità di quelli che rimangono.

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