CONSIGLIO D’ORO: LA CORTE DEI CONTI CHIEDE SPIEGAZIONI AL SINDACO

Entro 20 giorni il Sindaco Di Girolamo dovrà fornire alla Corte dei Conti una “dettagliata e documentata” relazione sui costi di Palazzo Spada nell’ambito di un “presunto danno” con riferimento anche alle spese per consigli comunali e commissioni. Gli accertamenti sarebbero partiti a seguito della notizia diffusa dalla Presidenza la quale ha rilevato spese nei primi tre mesi dell’anno pari a circa 100mila euro sostenute per Consigli e Commissioni.

L'Ufficio di presidenza ha recentemente fatto sapere che saranno dimmezzate le attività consiliari tout court, un taglio lineare senza alcun criterio di merito e di contenuto. Con questa decisione di fatto si vanno a colpire i comportamenti virtuosi a discapito di alcune furbe abitudini che pesano come macigni sul bilancio del consiglio comunale.

Riguardo alla frequenza con cui devono essere convocate le commissioni, il regolamento ne prevede più o meno esplicitamente una a settimana. Ad agosto di quest’anno secondo i dati diffusi dall’Ufficio di Presidenza le sedute di commissione erano così distribuite: prima commissione 43 sedute; seconda commissione 34 sedute; terza Commissione 42 sedute, quarta commissione 27 sedute. Considerando che un anno è composto da circa 52 settimane è palese che il Presidente Federico Pasculli (M5S) presidente della IV commissione abbia più che rispettato la congruità di questa frequenza.

A più di un mese dall’approvazione del bilancio preventivo e contestualmente del nostro atto d’indirizzo che vincola l‘erogazione del gettone alla presenza ad almeno l’80% della durata delle sedute, nulla è stata fatto per rendere effettivo questo atto. Questo anche grazie al teatrino delle opposizioni.

Siamo ormai circa alla decima seduta avente per tema la Commissione statuto e Regolamento ad oggi bloccata a seguito dell’emendamento Orsini che ha tolto l’erogazione del gettone di presenza da questa commissione. Nessuno nel centro destra vuole fare il Presidente e insieme alla maggioranza si rifiutano di assegnare la Presidenza al M5S.

Il compulsivo rinvio in commissione di nostri atti avvenuto nella scorsa primavera con lo scopo non troppo velato di impedire qualsiasi risultato politico del M5S in vista delle imminenti elezioni regionali, ha avuto come unica conseguenza l’innalzamento spropositato delle sedute e dei relativi costi.

E’ bene ricordare inoltre che i gruppi inferiori ai 4 Consiglieri usufruiscono di un ulteriore mezzo gettone di presenza per la partecipazione alle sedute di commissione che va a sommarsi al resto.

Abbiamo bisogno di serietà e di una profonda riflessione lontano dalla propaganda populista. Nessuno vuole discriminare economicamente il ruolo dell'amministratore soprattutto in un contesto così complesso come quello della nostra città.

L'amministratore deve intendere quell'impegno come una vera e propria missione volta al miglioramento e alla difesa della propria comunità. Chiunque non si senta in grado di fare questo, rassegni le proprie dimissioni.

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