PARTITO DEMOCRATICO APRE LA STRADA ALLE PRIVATIZZAZIONI. RESPINTI 7 EMENDAMENDAMENTI M5S CHE VOLEVANO IMPEDIRLO.

privatizzazione asm asfmIl Partito Democratico apre la strada alle privatizzazioni di ASM e farmacie comunali attraverso il Piano di razionalizzazione delle partecipate approvato in Consiglio comunale con il solo voto contrario del gruppo consiliare del M5S e dei consiglieri Bencivenga e Ricci. Una decisione d'altronde che ha eluso qualsiasi tipo di coinvolgimento e mediazione delle forze sindacali rappresentanti i lavoratori delle aziende; sindacati che sono stati ricevuti in conferenza dei capigruppo soltanto ieri, e che hanno manifestato il loro pieno dissenso alla privatizzazione e a all'arroganza di un'amministrazione che li ha esclusi da una scelta di tale importanza per la città.
Si apre ora la corsa delle multi-utility come ACEA ad accaparrarsi il primo boccone di ASM. Certo sarà davvero curioso immaginare come gli pseudo ambientalisti democratici saranno in grado di tenere distinti gli interessi di chi è proprietario di inceneritori e discariche e quelli dei cittadini, che vogliono un gestione dei rifiuti senza che si avveleni la loro aria e si massacrino di tasse imprese e famiglie. Si apre alla privatizzazione delle farmacie comunali dopo anni di sforzi che hanno portato l'azienda da una situazione disastrosa ad un pareggio di bilancio. Oggi che le prospettive di guadagno, esplicate dai dati ed esposte dallo stesso presidente in commissione, danno la possibilità di raggiungere un milione di euro di utili attuando scelte sensate e virtuose.
Respinti i 7 emendamenti del M5S che eliminavano la possibilità di privatizzare una quota minoritaria del 30-40% e che aprivano nuove e diverse prospettive per entrambe le aziende. Un altro emendamento chiedeva - prima di dare il via alla liquidazione di ATC - di fare chiarezza sull'indagine che sembra abbia aperto la guarda di finanza relativa proprio alle vicende della società. Proposta anch'essa sonoramente bocciata. L'approccio costruttivo ed aperto del M5S non ha quindi avuto il minimo riscontro di fronte ad una maggioranza imbarazzata e sorda a qualsiasi tipo di dialogo.
Razionalizzare le partecipate, oltre che obbligo di legge, era un atto dovuto di fronte a una gestione fallimentare di anni di lottizzazione politica. Il problema è che oltre a non aver cambiato nulla nei criteri di selezione dei vertici dirigenziali attraverso principi di meritocrazia, scegliendo le persone tramite le competenze evidenziate nei curricula e non in base al curriculum politico, si alza bandiera bianca dimostrando che l'unica strada per l'efficenza e la generazione di profitti è l'ingresso dei privati nei consigli di amministrazione.
Questa è l'ennesima prova che solo il M5S è l'unico baluardo a difesa degli interessi della città.

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