TK-AST, REFERENDUM DEI LAVORATORI SU ACCORDO, ALCUNE CONSIDERAZIONI DA FARE PRIMA DEL VOTO

panorama tkMentre ci si sta affannando, anche tramite indicazioni di voto su comunicati ufficiali, sia azienda che sindacati stanno facendo di tutto per far sembrare questa ipotesi un ottimo accordo, ma tutti o quasi i lavoratori ne hanno bocciato la sostanza. Di fatto se da una parte l'azienda ha messo a disposizione una somma apprezzabile per chi ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro, dall'altra ci sono stati 38 giorni di sciopero ad oltranza da parte dei lavoratori stessi. Gli unici che potremmo dire, non hanno fatto a pieno il loro lavoro, trattando per mesi ed in incontri di ore ed ore, sono proprio i sindacati, presentando dopo tutti questi giorni di sciopero, un'ipotesi di accordo a cui si poteva arrivare con 5 giorni di sciopero. Al primo documento scritto presentato e dovuto poi correggere od integrare con dimenticanze varie, in data 13 dicembre (come contentino per il SI), ci si è chiesti a cosa siano serviti fare tutti questi giorni di sciopero.
Si paventa ad un ritorno al piano del 17 luglio in alternativa, fingendo di non conoscere il contratto nazionale, o gli accordi interconfederali del 23/7/93, che non consentono ad una parte di disdire in modo unilaterale la contrattazione di secondo livello.
Sicuramente vincerà il SI, perché i lavoratori si sentono traditi in primis da chi doveva rappresentarli,
Serve un nuovo sindacato, un sindacato 3.0... perché questo non ha rappresentato affatto quanto i lavoratori avevano chiesto...
Come M5S Terni, con la solidarietà dei tanti cittadini dipendenti dell'Ast, chiediamo solo di votare secondo coscienza, senza lasciarsi influenzare da scenari apocalittici, che nessuno potrebbe mai applicare.
Se pensate che questo sia un buon accordo, votate SI... altrimenti votate NO.

 

Criticità riscontrate dai dipendenti AST, sull’ipotesi di accordo al MISE del 03/12/2014. -

Investimenti: Riteniamo insufficienti i 100 milioni di euro in 4 anni per ambiente sicurezza, automazione di processo, e miglioramento impiantistico (Duisburg 300 milioni annui solo ambiente), soprattutto per quanto riguarda la manutenzione in quanto non viene specificata se ordinaria o straordinaria.

Linea Torino: problemi rilevati: è sufficiente la linea cosi come è, o necessita della presenza di skimpass o temper? Sono già presenti? - Osserviamo che i restanti investimenti non sono finalizzati alla realizzazione, ma indicano solo l'impegno dell'azienda a “valutare” senza alcun altro impegno preciso.

Università: Osserviamo che per quanto riguarda ricerca e innovazione oltre al CSM è prevista una generica collaborazione con università italiane ed estere, dimenticando la riconosciuta validità a livello europeo, della nostra facoltà di "ingegneria dei materiali". Evidenziamo il fatto che alla firma dell'accordo erano presenti il Sindaco di Terni e il presidente delle regione Catiuscia Marini.

Commerciale: La carenza di investimenti manifestata nei punti precedenti non può che sollevare dubbi sull'eventuale entrata di AST in nuovi mercati dove innovazioni tecnologiche e produzione restano condizione essenziale.

Salvaguardia occupazione e licenziamenti: Sembra essere scomparsa la procedura di mobilità avviata dall'azienda il 09/10/2014, ed anche se viene ancora intimata come “minaccia”, in realtà con questo accordo è stata aperta un ulteriore procedura data 03/12/2014 per 147. La conferma sta nel fatto che solo recentissimi “licenziamenti” saranno accompagnati dall’indennizzo dell’inps, mentre per circa una settantina di persone, ci sarà solo l’incentivo all’esodo degli 80.000 euro, senza ammortizzatore sociale per uno, due o tre anni a seconda dell’età anagrafica. Tutto ciò, frutto di un accordo non ancora ratificato, in quanto oggetto di referendum in azienda, il 15, 16 e 17 p.v. Da qui ci chiediamo se non sia un’ulteriore presa in giro, svolgere un rerefendum su un accordo di fatto già applicato!

Osserviamo anche che tramite uno specifico articolo della legge 92/2012 si ritengono sanate carenze o vizi di avvio della procedura stessa (in quanto il tutto eseguito in un solo giorno, anche se alla presenza di tutti i soggetti).

Premio di Produttività: contrariamente a quanto previsto dal CCNL (vedi articoli 12 e 13 del titolo IV e allegato 5), il premio di produttività viene collegato ai soli standard qualtitativi (ISO 9001, ISO 27001, ISO TS 16949, BS OHSAS 18001) il che, se pur rappresenta una “variabilità” e consente una tassazione inferiore sia per l’azienda che per i lavoratori, ha però la clausola che la certificazione debba essere mantenuta per l’intero periodo dell’anno. Un esempio pratico che ci auguriamo non avvenga mai, potrebbe essere quello degli infortuni sul lavoro… ne basterebbe uno di troppo in un periodo dell’anno, per vedersi decurtato l’intero importo per tutti i lavoratori.

Oltretutto, l'azienda pur sapendo che non è possibile in base all'Accordo interconfederale del 23/07/1993, disdettare unilateralmente una contrattazione di secondo livello, ivi compreso il premio di risultato o produttività, di fatto azzerando già dalle buste paga di Ottobre 2014 quanto precedentemente contrattato, forse insieme ai sindacati ha dimenticato il successivo articolo 13, che prevede un "elemento perequativo" per tutte quelle aziende che non hanno trattativa di secondo livello di 485 euro nel 2014;

Premio di fedeltà: per un’azienda che voleva impegnarsi su 2 anni, diventati poi 4, quale impegno crea, premiare un dipendente ast per 25/30/35 di anzianità, sapendo che la maggior parte dei dipendenti ha circa 30/40 anni e molti, meno di 15 anni lavorati in AST??

Presenza domenicale a 40 euro, era uno dei punti “chiave” della lotta sindacale ed è stata ottenuta, peccato però che con i rapporti di lavoro cessati e le carenze di ordini che hanno fatto richiedere dall’azienda la probabile apertura della cassa integrazione, questa presenza si rischia di non percepirla, in quanto molti non lavorerebbero più la domenica, togliendo la turnazione in quarta squadra.

Maggiorazioni notturne: notturno va dalle 18.00 alle 06.00 al 40%; nei festivi dalle 18.00 alle 06.00 al 67%, se festivo con recupero al 55%. Ulteriore anomalia è che si parli di percentuali, per poi però specificare che le maggiorazioni resteranno invariate fino a dicembre 2018, senza quindi seguire gli eventuali aumenti di paga oraria previsti come invece previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Tanto valeva fare una tabella indicando gli importi in relazione ai livelli di inquadramento!

Borse di studio: sommando tutti gli importi previsti, per premiare gli studenti più bravi, figli dei dipendenti, viene fuori una somma di 10.840 euro totali. Ora, pur apprezzando il valore del denaro, riteniamo davvero un importo ai limiti della dignità, per un’azienda che nel 2013 ha fatturato 2,3 miliardi di euro ed anche incongruo rispetto ai costi che si affrontano, presentare solo 5 borse da 200 euro ciascuna, per il conseguimento della laurea!! Ma la A.D. Morselli, che ha dimostrato di essere altamente qualificata, ha idea di quanto costi per un dipendente Ast, mandare probabilmente anche fuori Terni, il proprio/a figlio/a a frequentare l’università oltre al costo dei testi??

Insomma votare NO, sarebbe un modo per continuare a far vedere l’inutilità di questa forma di sindacato, totalmente inefficace, di fronte alla prima vera vertenza che hanno dovuto affrontare dopo la fallimentare esperienza del magnetico nel 2005… fallimentare dal punto di vista sindacale e soprattutto politico!!!

NOTA da non sottovalutare: durante l'assemblea in fabbrica, alcuni lavoratori hanno chiesto ai dirigenti sindacali se potevano far sostituire i giorni di sciopero con le ferie o i permessi individuali (retribuiti), per non perdere oltre un mese di stipendio. Noi al contrario facciamo una proposta alle segreterie sindacali: dato che l'azienda si sta dimostrando molto disponibile, offrendo un incentivo di 80.000 euro, se è vero che sono andati oltre il limite dei 290 "esuberi", concedendo a tutti l'incentivo... perché non far ragionare l'azienda su una proposta per chi resta? In fondo, se avessero mandato via altre 20 persone ad 80.000 euro ciascuna, avrebbero speso altri 1.600.000 euro... se questi soldi li dividessero per chi è rimasto (si dice circa 2400 dipendenti in totale), verrebbe una somma di 600 euro a testa, che sarebbe sicuramente un gesto apprezzato. Anche perché oltre al fatto che per legge non è possibile sostituire gli scioperi con altri istituti economici, sarebbe stato comunque un "pagare" i lavoratori con i loro soldi... quindi comunque una rimessa per i lavoratori ed un innegabile vantaggio per l'azienda (la Morselli lo aveva proposto via giornali e media on line)

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