Richiesta di istituzione di apposita Commissione Speciale di indagine per monitorare, evidenziare, sanzionare eventuali infiltrazioni di tipo mafioso.

Atto presentato il 09 Dicembre 2014

Al sindaco di Terni
Al presidente del Consiglio Comunale
p.c. al Prefetto di Terni

RICHIESTA DI ISTITUZIONE DI COMMISSIONE SPECIALE

OGGETTO: Inchiesta giudiziaria “Mafia Capitale”.
Estesa rete sul territorio nazionale di intrecci affaristici. Necessità di valutazione del ruolo di alcune imprese cooperative nei rapporti con il mondo economico e la politica locale e regionale. Analisi del danno alle casse pubbliche e del pregiudizio cagionato alle innumerevoli imprese estranee a dinamiche di illegalità. 

I sottoscritti consiglieri

PREMESSO

Che in questi giorni assistiamo a un vero e proprio terremoto politico-giudiziario che evidenzia come gli ultimi anni di vita istituzionale della Capitale siano stati contraddistinti da torbidi legami fra un’ampia fetta della classe dirigente della città e il mondo della criminalità organizzata. 37 arresti, tra cui l'ex Nar Massimo Carminati, un centinaio di indagati, compreso l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sequestri milionari: ecco i numeri dell’indagine ‘mondo di mezzo’ della Procura di Roma;

* Che con tale denominazione si vuole indicare l’esistenza di un’area grigia fra il mondo della legalità e quello dell’illegalità, area di confine ove si tessono e intrattengono relazioni malsane fra rappresentanti di interessi pubblici e privati; la gravità di questi fatti e legami lascia configurare l’accusa di associazione mafiosa, oltre a corruzione, estorsione, riciclaggio e altri gravi reati;

* Che l’associazione mafiosa è sfociata in quel che è stato definito un sistema paraistituzionale composto da esponenti corrotti delle istituzioni, rappresentanti del privato sociale, malavitosi, imprenditori, che hanno favorito l’uso clientelare della cosa pubblica a discapito della comunità, in settori che spaziano dalla: gestione dei rifiuti a quella delle cooperative sociali, arrivando ai centri di accoglienza degli extracomunitari, in un’intercettazione definiti “più remunerativi della droga”;

CONSIDERATO

* Che alcune figure chiave dell’associazione mafiosa hanno avuto interessi specifici, contatti e relazioni nella nostra città. Soprattutto Salvatore Buzzi, iscritto PD, presente alla cena di autofinanziamento tenuta a Roma il 7 novembre 2014 per Matteo Renzi, senza nemmeno pagarla, http://www.gadlerner.it/2014/12/06/salvatore-buzzi-e-stato-

alla-cena-di-renzi-senza-pagare-e-scriveva-di-esser-iscritto-al-pd; nonché Riccardo Mancini, già salito lo scorso anno agli onori delle cronache locali e nazionali;

* Che Il Fatto Quotidiano, nell’edizione del 6 dicembre 2014, www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/06/mafia-capitale-holding-salvatore-buzzi-dalla-z/1254300/, scrive che dalla cooperativa “29 giugno”, oggetto delle indagini e dei provvedimenti della Procura di Roma, dipende la CRD Immobiliare, partecipata al 33% dalla “Cosp Tecno Service” con sede in Terni, coop il cui presidente è pure consigliere di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni;

* Che Salvatore Buzzi ha anche intrattenuto per molti anni, a partire dal 4 Dicembre 2000, significativi legami con la Cooperativa “Cosp Tecno Service”, “quando proprio a Terni è stato costituito il Consorzio raccolta differenziata Roma scarl” (fonte: ternioggi.it); del predetto Consorzio facevano parte la coop “29 giugno” e la “Cosp Tecno Service”, Buzzi presidente del CdA.

* In particolare, “ad aprile 2001 il consorzio si è aggiudicato l’appalto della raccolta differenziata negli esercizi commerciali di Roma. Nel 2007 al consorzio si è aggiunta la coop Formula Ambiente (di cui Buzzi era cofondatore). A marzo 2008 il consorzio ha cambiato ragione sociale: Consorzio Raccolta Differenziata Roma Due scarl. Il primo luglio 2008 il consorzio si aggiudica anche l’appalto della raccolta della frazione organica del Comune di Roma. Pochi mesi dopo, a settembre, un nuovo cambio di ragione sociale: Consorzio Raccolta Differenziata Roma Tre (ognuna delle tre cooperative vi partecipa al 33,33%). A marzo 2009 il Crd 3 si aggiudica un altro appalto, bandito da Ama, per la raccolta di vetro, plastica e metalli.

Il consorzio ha operato fino a dicembre 2012 quando la cooperativa 29 giugno ha rilevato le quote di Cosp Tecno Service e Formula Ambiente, continuando quindi da sola a gestire le attività legate alla raccolta differenziata del rifiuto organico e del multimateriale nel Comune di Roma” (fonte: ternioggi.it);

* Che frattanto, da anni, “Cosp Tecno Service” fornisce remunerative prestazioni anche ad ASM Terni e, nel settembre 2014, si sarebbe aggiudicata in solitaria una gara quindicennale da quasi € 400 (quattrocento) milioni in partnership con ASM per la gestione operativa del servizio di igiene urbana dell’intera nostra provincia, bandito da ATI 4 Umbria, presidente Leopoldo Di Girolamo;

VALUTATO

* Che il nome di alcuni personaggi interessati dalle indagini in corso nella Capitale è legato anche alla riaccensione dell'inceneritore ex Terni Ena di Aria s.p.a., dove si brucia pulper di cartiera in arrivo da fuori regione;

* Che il comitato No Inceneritori di Terni nel gennaio 2013, dopo una conferenza stampa, pubblicava un documento-inchiesta dal titolo: "L'inceneritore di ACEA: un affare bipartisan" https://docs.google.com/…/d/0B-zDK6fPzsubMmJFSkZmZ3BRO…/edit in cui si evidenziavano criticità oggettive per la gestione della gara di revamping dell’inceneritore Aria S.p.a.. Nel documento sono contenute alcune domande significative, rimaste senza risposta: “Quali sono le altre tre società che hanno risposto all’invito di ACEA per l’appalto con la procedura negoziata? Per quale motivo ha vinto la TERNI scarl che si è aggiudicata l’appalto per 21milioni, quando, nel primo bando pubblico del 2010, l’offerta ACEA prevedeva un tetto massimo inferiore di un paio di

milioni e il criterio di aggiudicazione previsto fu sempre quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa? Se la prima gara fu vinta per 16milioni, quale massimo ribasso c’è stato nella seconda? Come è possibile poi affidare un appalto pubblico a imprese e individui su cui gravano inchieste giudiziarie per reati ambientali gravissimi o evidenti dubbi di trasparenza? E’sufficiente il solo certificato antimafia o sarebbero opportuni criteri di maggiore e approfondita trasparenza e liceità? Basta una semplice riflessione: se alla IBI non fosse arrivata l’interdittiva antimafia oggi avremmo un’impresa in odore di mafia a Terni con molte indagini aperte. Peccato che proprio da quelle indagini è scaturita la sanzione".

* Che qualche settimana dopo la presentazione del citato dossier, il consigliere comunale Mauro Nannini (FdS) il 4 marzo depositò un’interrogazione per chiedere al sindaco chiarimenti sulla procedura di assegnazione dell’appalto per il revamping dell’impianto di Aria Spa, con particolare riferimento alle vicende di alcune delle società incaricate. Nannini chiedeva se il sindaco e la giunta erano a conoscenza di tali vicende in riferimento alle aziende componenti l’Ati; se il sindaco intendeva attivarsi presso Acea per chiedere chiarimenti ed informazioni circa la correttezza e la trasparenza della procedura d’appalto; quali altre società avevano risposto al bando di Acea per la procedura negoziata e quale sia stata la loro offerta; quali siano state le motivazioni dell’aggiudicazione alla Terni Scarl per 21,9 milioni di euro, quando nel primo bando pubblico (2010) l’offerta di Acea prevedeva un tetto massimo inferiore a 19 milioni; se risultava che la prima gara venne vinta con 16 milioni, quale ribasso si fosse eventualmente registrato nella seconda; se il sindaco, come responsabile della salute pubblica oltre che presidente Ati 4, intendesse promuovere controlli per verificare se i lavori di revamping, incluse le tecnologie adottate, fossero stati eseguiti ad opera d’arte, corrispondendo al meglio delle dotazioni esistenti sul mercato;

ATTESO

* Che, secondo l’art 39 dello statuto Comunale, comma 6, “Possono essere istituite, per particolari esigenze, Commissioni Speciali di durata temporanea e con specifico mandato, secondo le modalità previste dal Regolamento interno”, mentre, per il comma 7, “Il Consiglio Comunale può disporre in via straordinaria indagini su materie non comprese al comma 1 e comunque di competenza comunale, allorché ne faccia richiesta almeno un quarto dei componenti del Consiglio stesso. Qualora l'indagine non venga affidata alla Commissione Permanente di Controllo e Garanzia, si procede all'istituzione di apposita Commissione secondo modalità disciplinate dal reg. int.”;

* Che le istituzioni locali non hanno mai consegnato ai comitati cittadini, alle associazioni ambientaliste e alle forze politiche interessate, risposte chiare rispetto alle perplessità che da anni agitano il dibattito pubblico, con specifico riguardo ai rapporti intercorsi fra P.A. e personaggi assai discutibili, dando così prova di assoluta opacità;

* Che, da almeno 15 anni a questa parte, a Terni si sta inoltre assistendo, da un lato, al fenomeno della crescita esponenziale del fatturato di alcune imprese cooperative locali fortemente vicine o persino contigue ai partiti di maggioranza e a personalità di punta delle Istituzioni; dall’altro lato, si osserva come le stesse cooperative risultino spesso vincitrici ‘seriali’ di appalti pubblici, banditi da amministrazioni

locali e regionali cui tali imprese sono legate da suddette relazioni, con visibile presenza nei CdA e nella dirigenza cooperativa di noti iscritti ai partiti citati;

TUTTO CIO’ PREMESSO

e alla luce delle gravi notizie emerse sulla stampa in queste ore, vista l’estesa rete intessuta sull’intero territorio nazionale da parte dei protagonisti di “Mafia Capitale”, si richiede con urgenza di procedere all’istituzione di apposita Commissione Speciale di indagine per monitorare, evidenziare, sanzionare eventuali infiltrazioni di tipo mafioso, ma anche intrecci torbidi e discutibili, nonché possibili conflitti di interesse esistenti fra soggetti vincitori di bandi di gara pubblici e/o titolari di concessioni/convenzioni, con membri delle forze politiche e/o della P.A., vigilando altresì sulla composizione dei CdA, dei collegi sindacali, come pure sulle partecipazioni e le associazioni di tali imprese, onde restituire piena legalità e dignità a Istituzioni letteralmente violentate da inaccettabili degenerazioni partitocratiche, con una pesante deriva antidemocratica, un danno enorme alle casse pubbliche e un pregiudizio talora irreversibile ai tantissimi imprenditori estranei al ‘sistema’ e che vivono del solo proprio onesto lavoro

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