IL COMUNE: UN CARROZZONE CHE PESA SU UNA CITTA’ CHE AFFONDA

affondamentoRiduzione del numero di imprese attive e di occupati, diminuzione di esportazioni e importazioni, aumento delle persone in cerca di lavoro, contrazione dei prestiti, peggioramento della qualità del credito, calo delle presenze turistiche.
Terni sta precipitando sempre di più verso un profondo baratro. A smentire quanto affermato dall’attuale Sindaco che vede una città sicuramente reattiva e decisa a giocare un ruolo di ampio respiro (vedi conferenza stampa bilancio di fine anno) è la presentazione del nuovo rapporto semestrale sull'economia ternana, curato dall'Osservatorio provinciale istituito in Prefettura.
A questo si aggiungono le nubi che si addensano su Ast e su altre importanti realtà produttive locali come il polo chimico.
Sebbene parte del tessuto connettivo dell'economia ternana sia legato a dinamiche nazionali e oltre, non possiamo non considerare come la classe politica locale non sia stata in grado di rendere accogliente ed appetibile il nostro territorio: sia per le imprese già presenti, sia per quei soggetti che vorrebbero avviare nuove esperienze produttive a Terni.
A questo punto è evidente l’immobilismo nonchè la palese mancanza di peso politico e di visione, di un partito che da decenni amministra Terni, la sua provincia e la regione Umbria, attualmente al governo della nostra nazione. Da decenni sentiamo parlare di promozione turistica, sostegno delle PMI locali, della necessità di creare servizi alle aziende del nostro territorio, del bisogno di rifornirle di energia a basso costo, della necessità di creare nuove infrastrutture compreso uno sbocco sul porto, ma nell'attesa decennale della Terni-Civitavecchia qualcuno si è trovato ad esultare, per una strada che ci collegava più velocemente al territorio reatino tanto per sottolineare come le priorità economiche del nostro territorio vengano sistematicamente lasciate in balia di fattori che esulano dall'umana logica.
La “nuova” giunta comunale a nostro avviso rimane sempre e comunque legata ai soliti nomi che da decenni determinano il destino della nostra città, è troppo evidente che la cura di cui ha bisogno Terni deve basarsi sul coraggio di portare avanti velocemente scelte nette e di rottura. Scelte che vanno prese subito senza paura di scontentare chi per anni ha costruito piccoli e grandi privilegi nel rapporto con la cosa pubblica.
In questi giorni siamo anche chiamati ad analizzare e discutere il bilancio comunale, un bilancio che mostra forti criticità come già segnalato dal M5S in campagna elettorale ed ora dai Revisori dei Conti, soprattutto per quella parte legata ai crediti non riscossi, i cosiddetti “residui attivi”, per 175 milioni, di cui 93 risalenti al 2009. Non a caso nelle nove domande che il M5S aveva posto ai candidati al ballottaggio una era proprio volta a far chiarezza su questo tema chiedendo se si era disposti a sottoporre a verifica straordinaria anche con osservatori nominati dalle opposizioni, i 175 milioni di residui attivi del Comune, entro il 30 settembre 2014. Non a caso l’attuale Sindaco ha preferito non degnare i cittadini di alcuna risposta.
Non sappiamo dove il PD troverà il coraggio per fare scelte di buon senso, perché da oggi è ufficiale, il comune è un carrozzone che pesa su una città che affonda. Il M5S ribadisce il suo contributo affinché le scelte vadano in direzione del buon senso e del bene comune, altresì daremo battaglia contro l'immobilismo volto a mantenere i privilegi di pochi e a favorire interessi personalistici, che da troppo tempo tengono in ostaggio la nostra città.

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Notizie dal M5S Umbria

08 Luglio 2020

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