Il delirio auto-assolutorio del PD. Ignobile gettare la colpa sui lavoratori del Comune.

Le parti del "documento politico" del PD di Terni rese pubbliche dalla stampa locale offrono un triste spettacolo che, se non fosse per la natura pubblica del soggetto estensore e per l'interesse generale coinvolto, forse meriterebbe un pietoso oblio. Purtroppo, dato che non si tratta di uno scritto privato, ma di un atto politico redatto presumibilmente con l'intento di compattare la maggioranza in vista uno snodo particolarmente complesso della vita cittadina, non possiamo tacere.
Di fatto, al di là del continuo rimestamento dei progetti, rispolverati alla bisogna per riempire "di contenuti" - o forse di parole - uno scritto la cui malinconia risultava evidente anche al redattore, il nocciolo di tutto il discorso è: non è colpa nostra.
Il PD, che governa quasi ininterrottamente dal dopoguerra, riesce a dare la colpa a tutto ed a tutti, fuorché a se stesso. In un delirio auto-assolutorio, la colpa dello stato inenarrabile in cui si trova la città è della "regionalizzazione" delle rappresentanze (come se non fosse del PD ternano la responsabilità di battere i pugni sul tavolo presso il PD perugino), della cura Morselli in TK Ast, della caduta della gru a Piazza Dalmazia (incredibile ma vero), della voragine di Piazza Buozzi, degli incendi in Valserra e pure dell'acqua maleodorante (tiè!), tralasciando di citare anche alcuni tragici episodi occorsi in una Terni lasciata quasi del tutto priva di controllo del territorio. Persino le indagini della Magistratura sono presentate come "piaghe" generate dalla congiunzione astrale, anziché come epilogo prevedibile.
Fin qui, la situazione sembrerebbe grave, ma non seria (citando Flaiano).
Ma il passaggio più ignominioso è quello in cui si addossano le colpe sui lavoratori del Comune, in quanto causa di una "rilevante inefficienza della struttura tecnico-amministrativa", cui i solerti amministratori non hanno potuto porre riparo con le "riforme della macrostruttura": sembra di sentir parlare Cadorna che, dopo Caporetto, andava dicendo che la colpa era dei soldati che non combattevano con convinzione.
Il PD di Terni butta a mare i lavoratori comunali per salvare se stesso. E' un punto di non ritorno.

Siccome noi del M5S crediamo che alle parole debbano corrispondere i fatti, sfidiamo il PD a portare in Consiglio Comunale il riconoscimento dei debiti fuori bilancio: se sono spese fatte dalla struttura tecnico-amministrativa in modo inefficiente, votino il loro non riconoscimento, liberando la Città dal fardello di doverli pagare! Altrimenti li riconoscano, e si addossino la responsabilità politica del buco di bilancio di fronte ai cittadini: ma non portare in votazione il riconoscimento dei debiti, e poi pubblicare un documento politico in cui si addossa la colpa ai dipendenti è un atto vigliacco!
Infine, merita una menzione il conto fatto nelle segrete stanze: l'aumento delle tasse del nuovo piano di riequilibrio sarebbe coperto dalla riduzione della tassa sui rifiuti. Ma, tralasciando per un momento il fatto che questa simmetria è tutta da dimostrare, per cui ci sarà chi - incolpevolmente - pagherà di più e chi di meno, la possibile riduzione della tassa sui rifiuti non è una gentile concessione della Giunta: sarebbe l'effetto naturale della raccolta differenziata, nonostante sia stata spesso gestita ai limiti della realtà e, beninteso, non per colpa degli operatori, ma del fatto che il Comune per lungo tempo non ha pagato regolarmente ASM, conducendo l'azienda quasi ai limiti della crisi finanziaria.
Siamo schifati, sinceramente schifati, dalla meschinità con cui il PD tenta di autoassolversi buttando la croce addosso agli altri.

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