Riteniamo sconcertanti le parole del presidente di A.T.C. parcheggi Sandro Corradi in un' intervista apparsa due giorni fa sulla stampa locale, che confermano come la Giunta e la nuova classe dirigente del PD in perfetto stile renziano assomiglia sempre più ad un organismo autocrate di questa città.
Era infatti Dicembre 2014 quando un atto sottoscritto da tutte le forze presenti in Consiglio, chiedeva di reinternalizzare sia i parcheggi di superficie togliendoli ad atc parcheggi, che sino a quel momento era debitrice di circa 1 milione di euro verso il Comune per spettanze mai versate (soldi necessari per l'implementgazione della sicurezza stradale e derivati dal 50% dei ricavi), e con un ulteriore emendamento della stessa maggioranza (che mandava sotto la decisione della giunta) si decideva di reinternalizzare l'aviosuperifice, ponendo come vincolo che solo dopo un periodo di prova si sarebbe prodotto un nuovo bando per affidare la gestione esternamente.
Corradi, lanciatissimo verso la direzione di Terni Reti, pronta a prendere la gestione sia dei parcheggi di superficie che dell'avio superficie,nelle sue affermazioni chiude all'ipotesi della reinternalizzazione (mai attuata con buona pace del consiglio comunale) e conferma come la decisione ormai presa di comune accordo con la Giunta è quella di far passare i servizi sopra citati direttamente a Terni Reti (o Terni Infrastrutture) che poi controllerà anche il bike sharing e le colonnine di ricarica.
In realtà con l'ennesima nuova proroga ATC resterà in sella fino a fine anno sia per i parcheggi che per l'avio superficie, il famoso esperimento della reinternalizzazione non è stato mai nemmeno preso in considerazione dalla giunta e dall'esecutivo.
Con una serie di argute quanto creative strategie ci viene spiegato come buona parte del debito di ATC verrà scalato a saldo degli interventi sull'avio-superficie, mentre il colpo di genio sta nel recupero di ulteriori 2,5 milioni di debito. L'ATC in sede di liquidazione dovrebbe mettere in gara la concessione del parcheggio di San Francesco che ha ancora per 13 anni e che produce a detta dell' ATC 250mila euro di utile.
Alla gara "aperta" dovrebbe partecipare Terni Reti ( di proprietà del Comune di Terni) che acquisendo la concessione andrebbe a recuperare i 2,5 mil di debito richiesti, nonostante fra 13 anni, scaduta la convenzione, il parcheggio sarebbe tornato comunque al Comune di Terni. Si arriva a concepire l'assurdo in cui una partecipata del Comune acquisisce una concessione di un'altra partecipata in fallimento che è relativa ad una proprietà che è comunque del comune di Terni, capite il genio?
A quanto dice Corradi verrà confermato anche il service con Umbria Mobilità altro carico pendente per anni sul bilancio di atc parcheggi.
Peccato che in questo illustrare di buone intenzioni Corradi dimentichi di chiarire due aspetti fondamentali a nostro avviso: a che punto è la rateizzazione del debito di un milione di euro che l'ATC doveva al comune al 2014 per i parcheggi di superficie e mai versata, e cosa ne sarà in fase di liquidazione della fideiussione che peserebbe su ATC Parcheggi derivante dai Parcheggi sotterranei di Corso del Popolo e derivata dallo sciagurato accordo capestro che prevedeva un onere di 900.000 euro all'anno a carico dell'Atc da pagare alla Società Corso del Popolo per la gestione del parcheggi interrati a fronte di un introito stimato 300 mila euro?
Ma la cosa che stupisce e ci fa irritare più di tutte è la conclusione dell'intervista dove Corradi afferma che la cosa più importante è che "il percoso individuato di concerto con l'amministrazione comunale venga avviato e soprattutto nei tempi indicati". A questo punto ci chiediamo con quale amministrazione dialoghi Corradi o con quale parte, dato che non sembra atti alla mano, farne parte nemmeno la maggioranza del PD.
Tutto questo dimostra ancora una volta (come fu al tempo della scissionedi ATC) che la regia che guida le scelte del nostro Ente non è affatto del Consiglio comunale, organo supremo eletto in rappresentanza dei cittadini, infatti questo viene nuovamente esautorato con il placet dell'assessore Piacenti, ed è evidente ancor di più come la stessa maggioranza del PD presente in Consiglio ed il suo stesso capogruppo, che pure aveva preso di buon grado la decisione collettiva sui parcheggi fatta a dicembre scorso, vengano scavalcati da ben altri organi di direzione.
IL Movimento non ci sta a tacere su queste vicende che dimostrano come la democrazia e le stesse scelte condivise con gli altri gruppi vengano continuamente scavalcate e umiliate dalla giunta e dal Sindaco, non ci sta a spendere tempo e soldi in commissioni e consigli che poi rimangono un teatrino di bei propositi, spot televisivi nei confronti dei cittadini sempre più sfiduciati da questa politica, non ci sta che gli errori e i debiti delle gestione delle nostre partecipate spariscano in un gioco di scatole cinesi facendo si che l'unico che rimane sempre e solo a pagare e con il cerino in mano sia il cittadino.
A Piacenti chiediamo di mantenere gli impegni presi a Dicembre scorso riguardo alle partecipate e alle discussioni fatte in aula compresa l'internalizzazione dei servizi e ricordandogli anche l'impegno preso circa i servizi di riscossione ordinaria rimasti in deroga all'ICA sino al Giungo 2015, al cui termine si era detto sarebbe stata indetta la gara pubblica per nuova assegnazione, è arrivata l' ora che alle parole faccia seguire i fatti.
Chiudendo ci appare evidente come il PD Ternano abbia un problema ben più serio del dover individuare un nuovo segretario, è evidente che oramai è un partito senza identità e senza forza che non riesce a far rispettare le proprie scelte non solo da chi gli è geograficamente distante, vedi Area di Crisi complessa ferma al palo, ma nemmeno da chi gli è più vicino, dalla giunta e dal loro stesso sindaco, palesemente in difficoltà con la governance di interessi che comanda da troppo tempo questa città.

Un semplice campo sportivo sembrerebbe marginale rispetto alle grandi opere incompiute sparse per il nostro territorio, ma per Collescipoli questo è solo l'ultimo di una serie di sprechi e di inefficienze che colpiscono i cittadini del borgo. Quei cittadini a cui era stata promessa nuova vita attraverso lo sviluppo di un polo culturale/universitariò, che in realtà ad oggi giace a metà fra queste promesse e il dimenticatoio.
Nonostante lo splendido borgo illuminato ci regali ogni anno uno degli eventi musicali più importanti del panorama Jazz nazionale ed europero, grazie allo sforzo esclusivo di privati investitori, al contrario i milioni di euro investisti dal nostro Comune sembrano destinati ad essere polverizzati.
Cosa ne è stato del progetto di rilancio del Borgo tramite il piano cultura/Università per cui il nostro comune investì ben 3 milioni di euro per il ripristino di Palazzo Catucci, circa 1,5 milioni di euro per il rifacimento del Chiostro di "Santa Cecilia" e circa 1 milione di euro per la manutenzione del Palazzo Comunale, cosa ne è stato dei soldi investiti per lavori di rifacimento di altri punti definiti strategici, quali: il parcheggio ex mattatoio, il giardino letterario, l'accesso al lato est, per non parlare poi dei soldi che il nostro comune ha pagato sino ad oggi per l'affitto di un area dove era posto il prefabbricato dell'aula magna, 21mila euro annui?
Nel 2012 in realtà dopo aver proclamato progetti luminosi, l'amministrazione avallò il trasferimento della facoltà di economia da palazzo Catucci all'ex Monastero di San Valentino prima di chiuderla definitivamente.
E pensare che di patrimonio da proteggere e da salvare ce n'è a iosa, a partire dalla custodia del primo organo barocco, realizzato nel 1678 dall'organaio fiammingo Willelm Hermans, oggetto di grande rarità, alle preziose fontanelle in ghisa dell'ex Saffat che sono nel più totale abbandono, seppure capolavori di archeologia industriale, per non parlare del prezioso fontanile medioevale di Fonte Castello (ex mattatoio) che sebbene vincolato dal ministero beni culturali è stato posto in vendita ed oggi è totalmente invaso dai rovi.
Non ha mai ricevuto neanche degna risposta la petizione sottoscritta da ben 182 Collescipolani riguardo ai disagi di una pavimentazione incompiuta e disastrata dato che il borgo presenta strade con vere e proprie voragini.
C'è poi il caso dei libri preziosi per un valore di 500 mila euro trafugati dalla libreria storica dello stesso Borgo e mai ritrovati, vicenda sul quale penderebbe anche un indagine di cui però non si è avuto più notizia.
In realtà a noi sembra chiaro come la nostra amministrazione abbia deciso di spegnere i riflettori sul borgo più luminoso della nostra città. Un paradosso condito dall'incapacità della nostra amministrazione di portare a termine progetti, e di completare investimenti minimi.
L'esempio più becero è il campo sportivo polifunzionale Luigi Feliciangeli, un campo destinato a quei ragazzi che oggi non hanno altre alternative di aggregazione oltre la strada, costretti a trasformare pensiline in porte da calcio e continuare a sognare un posto che in realtà gli spetta da tempo, ma che la nostra amministrazione non ha ritenuto di dover completare. Ma davvero vale così poco la dignità dei giovani di un Borgo?
Due porte, due canestri. quattro strisce bianche è forse chiedere troppo anche in questo caso?
Ma nulla è più normale dell'incompiuto in questa città e forse è questa la vera linea di coerenza di questa amministrazione e della giunta che la guida.
Basta guardare le opere appese all'incertezza di chi gestisce le nostre risorse, Fontana, Verdi, Cardeto, Casa delle Musiche, e molte altre che sarebbe troppo lungo elencare, talvolta piccole come un campo chiuso in faccia a chi vorrebbe entrarci da tempo.
Chiediamo infine anche a chi ha il compito di investire nel territorio e nelle infrastrutture di questa città di farlo con lungimiranza e amore verso la comunità, su progetti concreti che offrano una possibilità di crescita, vigilando sui lavori nei quali si è investito per conto della comunità. Lo scopo delle fondazioni non è di certo quello di salvare i conti disastrosi dei bilanci dei comune, o la faccia dei partiti politici ma dare dignità e aiutare a gettare le basi per un futuro migliore dei cittadini di questa città, magari mantenedo gli impegni, anche se si tratta di un piccolo campo sportivo di periferia.

rubinetto acquaMovimento 5 Stelle Terni richiede accesso agli atti per ottenere la documentazione contabile della società consortile.

Si inventano di tutto pur di far cassa.

Con solerzia il Sistema Idrico Integrato (S.I.I.) di Terni ha fatto propria la delibera dell’AEEGSI (Autorità dell’Energia Elettrica e Sisteama Idrico) n. 86/2013 e fissato le nuove modalità per la determinazione dell’importo del Deposito Cauzionale, da applicare agli utenti del Servizio Idrico Integrato del Comune di Terni e Provincia che non hanno attivato la domiciliazione bancaria (link http://goo.gl/engy3 ). 
Giovedi 18 dicembre (link: http://goo.gl/mZz051 ) il Presidente del SII, Stefano Puliti, in apertura di conferenza stampa di fine anno, ha precisato che “il deposito cauzionale non è ‘un’invenzione’ di SII, è dovuto al fatto che dal 1° Gennaio noi siamo sotto l’autorità del gas e dell’elettricità”, dimenticando di aggiungere che ciò (art. 3 delibera 83/2014 AEEGS) non è un obbligo ma una possibilità lasciata in capo al gestore che, come sappiamo, deve fare profitti e che quindi, scusate il gioco il parole, ne approfitta.

Quindi, anche i vecchi utenti devono pagare questo deposito cauzionale che è stato istituito da una delibera successiva alla firma del contratto. Roba da matti.

Il S.I.I. è una Società Consortile per azioni, con prevalente capitale pubblico. Nessuna pubblica amministrazione (su 32 comuni della provincia di Terni) ha osato chiedere informazioni su questa gabella che colpisce chi ha meno dimestichezza con banche e conti correnti, come le fasce più deboli tipo gli anziani che in genere pagano alle Poste tramite bollettino prestampato.

Il MoVimento 5 Stelle Terni, come sempre dalla parte dei cittadini, vuole vederci chiaro e per tale motivo ha effettuato in data ……………...richiesta, alla Società Consortile, della documentazione contabile per poterla analizzare e capire in che modo vengono spesi i nostri soldi.

 

cardeto incuria“Se le fiamme del rogo di Cardeto non hanno interessato un' area più vasta, lo dobbiamo solamente al pronto intervento dei Vigili del fuoco, che si sono trovati a gestire una situazione che poteva essere ben più pericolosa. L’incendio ha fatto emergere alcune gravi criticità che devono essere quanto prima affrontate dalle istituzioni, per questo abbiamo consegnato un interrogazione urgente al Sindaco di Terni, al presidente del Coniglio Comunale e agli assessori competenti”. Questo è quanto afferma il presidente della quarta commissione Federico Pasculli del M5S, che continua approfondendo le proprie osservazioni: “l’area del parco di Cardeto si trova a ridosso di una zona densamente popolata, nel corso degli anni l’area del cantiere è divenuta una giungla abbandonata all’incuria, già di per se questo stato di abbandono può determinare rischi igienico-sanitari per la popolazione, ma basta guardare l’area del parco da Via Cesare Battisti per comprendere che il rogo di ieri poteva diventare qualcosa di molto più grave”.
Continua Pasculli: “la pericolosità di questa situazione è accentuata dal fatto che in prossimità del parco di Cardeto in Viale M.U. Borzacchini, seguendo il perimetro della recinzione fino alla parte nord di Via Cesare Battisti, sono disposti ben 4 distributori di carburanti ed un rivenditore di pneumatici, il che non fa che aumentare l’ipotetico rischio di una bomba in pieno centro”.

Ed aggiunge: “proviamo amarezza nel parlare di Cardeto in questi termini, in fondo quel luogo è stato per tanti giovani ternani la cornice di estati indimenticabili. Purtroppo oggi quell'area si è trasformata in uno dei tanti simboli del degrado di cui l’amministrazione Di Girolmo può fregiarsi. Non è la prima volta che segnaliamo la situazione surreale in cui versa il parco di Cardeto, ma questa volta si è varcato il limite, non possiamo esporre a pericoli: prevedibili ed evitabili i cittadini, come non possiamo esporre a rischi per la propria incolumità chi poi con le fiamme deve combatterci rischiando di trovarsi alle spalle non uno ma ben quattro distributori di benzina, adesso basta”.

  • picchiatisenzamotivoIeri mattina ci siamo svegliati alle ore 7 e assieme agli operai siamo arrivati circa alle ore 10 davanti all'ambasciata tedesca, on ben 10 bus messi a disposizione dell'organizzazione.
    Lo scopo della manifestazione era di accompagnare la pacifica protesta operaia, per portare una nostra testimonianza della vertenza ast all'interno dell'ambasciata tedesca. Dato lo scopo infruttuoso dell'incontro, la rappresentanza degli operai ha chiesto di poter convergere pacificamente verso il MISE.
    Nel frattempo le forze dell'ordine ci avevano chiuso ogni via di uscita. Abbiamo cercato di convincerli a farci passare, e attenzione cosa importante "eravamo in quel momento in direzione opposta rispetto alla stazione Termini".
    In quel frangente, mentre ovviamente gli operai che cercavano di passare erano estremamente vicini alla celere, ma del tutto pacifici, la stessa celere ha iniziato a manganellare gli operai.
    Sono stati 60 secondi di follia, eravamo stretti fra le auto parcheggiate nella prossimità, le vetrine dei negozi e la celere. Volava di tutto anche uno specchietto di una auto che ha colpito in viso un uomo davanti a me.
    Pura follia, quando la celere ha realizzato che c'era un uomo a terra si è placata e ha indietreggiato, anche perché nella colluttazione hanno colpito anche Landini che è andato ovviamente su tutte le furie.
    Sono corso in un bar a prendere del ghiaccio per quell'uomo a terra.
    Aveva una vistosa escoriazione alla testa ed era stordito. Di li ha poco è giunta un ambulanza per soccorrerlo.
    Gli operai intanto avevano creato un cordone protettivo intorno a questa persona.
    Dopo di questo Landini assieme alle rappresentanze si è messo a capo del corteo ed hanno dovuto spostare le camionette per permetterci di andare con lo stesso corteo verso il MISE.
    Il corteo come tutti hanno potuto vedere è stato pacifico, non abbiamo rotto un vetro o danneggiato nemmeno una pianta.
    Gli unici ad aver sbagliato sono il questore e chi ha coordinato la sicurezza.

  • Guarda il video realizzato dal M5S sulla giornata della manifestazione a Roma
  • Così l'eurodeputata umbra Laura Agea ha commentato la giornata:
    Il sangue degli operai ternani versato per difendere il diritto al lavoro provoca un dolore lacerante in tutto il Paese. L'Italia ha provato il dolore di una madre costretta ad assistere inerme a scontri furibondi tra i propri figli. A Roma si sono malmenate persone perbene straziate dalla disperazione. Disperazione che diventa rabbia al pensiero che ThyssenKrupp mira a soffocare la produzione dell'acciaio italiano per favorire l’industria tedesca. Rabbia che monta davanti ad un piano industriale (lacrime e sangue) che porterà allo spegnimento di uno dei due forni elettrici dell’acciaieria ternana, quando nello stesso momento gli algerini di Cevital Group sperano di acquistare la Lucchini di Piombino per installarne uno nuovo da 2 milioni di tonnellate. Una vera beffa per Terni, dove non ci sono i fondi che invece sono previsti per Piombino. Le multinazionali straniere stanno giocando con la dignità dei lavoratori. E’ ora di dire basta alla svendita di asset strategici: solo una seria politica industriale potrà assicurare un futuro al nostro Paese. Sulle acciaierie italiane deve tornare a sventolare il Tricolore.

 

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