SE LEGAMBIENTE FA SPARIRE GLI INCENERITORI, LE AREE CONTAMINATE E LE ZONE INDUSTRIALI DALLA CITTA'.

CONSIDERAZIONI SUL RAPPORTO LEGAMBIENTE ECOSISTEMA URBANO (XX EDIZIONE) CHE VEDE  TERNI AI VERTICI NAZIONALI PER LA QUALITA' AMBIENTALE

mappa inquinamentoAnalizzare la qualità ambientale di una città industriale con gli strumenti analitici delle aree urbane. Ecco come la città di Terni si è riuscita a posizionare al sedicesimo posto nazionale per la classifica "Ecosistema Urbano 2013" di Legambiente. Valori per onor di cronaca forniti dalle stesse amministrazioni e non sviluppati da un soggetto terzo di natura imparziale come richiederebbe  un serio approccio scientifico. Tutto ciò in controtendenza rispetto al lavoro del rapporto "Mal'aria industriale 2012" sempre svolto da Legambiente, gelosamente tenuto nascosto e mai citato dall'amministrazione Di Girolamo, che ci vede invece primi per emissioni di cromo (968,00 kg),  secondi per mercurio (182,00 kg), terzi per cadmio (33,1 kg), quinti per policlorurbifenili (1,40 kg), sesti per monossido di carbonio (3.250 t).

A dir poco paradossale pretendere di diagnosticare una malattia grave con lo stesso approccio analitico di un raffreddore. Come ignorare la presenza di un Sito contaminato di interesse Nazionale all’interno della città, dal lanificio Gruber all’ex stabilimento elettrochimico di Papigno? Gli unici indicatori di valutazione presi a riferimento sono le pm10 (senza prendere in considerazione le polveri più sottili come le pm 2,5), il biossido d'azoto e l'ozono. In una città industriale come Terni è impossibile invece ignorare altri valori come ad esempio i metalli pesanti, il biossido di zolfo, gli idrocarburi policiclici aromatici, i policlorurbifenili,  la superficie delle aree contaminate e l'inquinamento dei corsi d'acqua. A mitigare le valutazioni è anche la inaccettabile assenza dei monitoraggi industriali e quelli riguardanti l'inceneritore, oltre alle evidenti criticità nella metodologia generale di monitoraggio messa in campo dall'Arpa Umbria. I dati analizzati quindi risentono pesantemente anche delle mancanze attuali.

 Tutto da comprendere è il giudizio sull'indicatore della partecipazione e della pianificazione ambientale che ci vede al 17° posto. Quali sono i parametri di scelta? Quali le informazioni comunicate a riguardo dal comune di Terni? I nostri amministratori dovrebbero comprendere che la partecipazione è un processo a monte della fase decisionale, se è messo a valle esso è semplicemente comunicazione delle scelte già prese.

Curioso è anche il valore della raccolta differenziata che, a quanto confermato anche in questi giorni dai vertici ASM, si attesta al 45,3% mentre nel rapporto rimane ferma al 40,3%. Ovviamente sempre una cifra totalmente insufficiente per una realtà come la nostra.

Concludiamo con una citazione di un grande poeta americano che spiega chiaramente come le statistiche senza un approccio scientifico e uno sguardo obiettivo sulla realtà siano nel migliore dei casi strumenti inutili, nel peggiore dei casi gravemente dannosi se messi nella mani di chi è soffocato dal senso di colpa per una cattiva amministrazione nel campo dell’ambiente e della salute.

"Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media" Charles Bukowski

 

 

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