parco le grazieDalla risposta che l'assessore Bucari ci ha fornito in relazione all' interrogazione presentata in data 06 Ottobre 2014 dal gruppo consiliare del M5S sulle condizioni di degrado dei giochi e della pavimentazione dell’area giochi del Parco Le Grazie si evince che, al momento, non vi siano fondi da investire per la messa in sicurezza e la sistemazione dei giochi dei bambini siti nel Parco in oggetto.
Dopo varie segnalazione di cittadini che frequentano il parco assiduamente con i loro bambini - segnalazioni rimaste senza risposta sebbene protocollate e dirette alla dirigenza che se ne dovrebbe occupare - abbiamo portato la questione in Consiglio comunale ma l'ammissione per cui il Comune non abbia ad oggi le risorse per una messa in sicurezza dei giochi del parco ci preoccupa non poco.
I giochi dei parchi pubblici sottostanno infatti a norme di sicurezza ben precise e la responsabilità oggettiva è dell'amministrazione qualora vi sia un evento lesivo cagionato da un gioco non manutenuto. I giochi ad oggi non manutenuti rappresentano un pericolo per l'incolumità dei bambini e questo poiché chi dovrebbe provvedere al controllo e alla sicurezza ad oggi non lo ha fatto.
Non ci si può infatti continuare a nascondere dietro alla mancanza di risorse: se il comune non trova poche migliaia di euro per la sicurezza dei giochi dei parchi dei bambini allora smetta di inaugurarne di nuovi come fatto per mera propaganda elettorale durante la campagna delle amministrative 2014, quando gli stessi vengono poi di fatto abbandonati all'incuria senza ricevere la manutenzione dovuta da parte di chi amministra.
Risultano ancor più evidenti le mancanze e l'assenza di logica nella pianificazione degli interventi nella vicenda riguardante la mutilazione della sfinge detta "la Zuccona", dove in assenza della manutenzione ordinaria si è effettuato un disastroso intervento idraulico che ha sfregiato la statua che per essere nuovamente restaurata necessita di un ulteriore intervento del costo di circa 5.000 euro. Chi paga per questi grossolani errori? Sempre e solo i cittadini. E le responsabilità di chi sono? Al solito, del signor Nessuno.

carta di pisaIn antitesi al comportamento tenuto in aula da alcuni esponenti della maggioranza ufficiale e ufficiosa (Forza Italia che è risultato in piena sintonia, come sempre, con il sindaco PD), é stato approvato anche in consiglio l'atto proposto dal M5S sul codice etico e anti-corruzione. Ora se ne attende la concreta applicazione e soprattuto di vedere la maggioranza alle prese con il punto 7 per il quale sono considerati conflitti di interessi la sussistenza di rapporti preesistenti di affari o di lavoro con persone od organizzazioni interessate all'oggetto delle decisioni cui l'amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurino situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge.

Forse sia la giunta che i consiglieri non si sono accorti di ciò che hanno votato, fregiandosi di essere un'amministrazione trasparente e anti-corruzione a parole e non essendolo - stando alla Carta - nei fatti. Per tutta la durata della discussione sulla legalità i consiglieri di maggioranza e di Forza Italia non hanno fatto altro che tentare di non affrontare le problematiche connesse a tematiche di infiltrazioni mafiose e in generale la possibilità di eventuali coinvolgimenti in atti di corruzione, sostenendo che tali questioni non siano competenza del consiglio e dei consiglieri.

Peccato che non sono solo i consiglieri del M5S ma la stessa la Carta di Pisa affermari il contrario, sostenedo di fatto una stretta collaborazione fra amministratori locali e potere giudiziario, affermando la piena competenza poltica e morale degli amministratori anche locali ad affrontare tematiche legale alla corruzione, alla criminalità anche quella di tipo mafioso, nonché vincolando il sindaco - che ha accetato la Carta - a costituirsi necessariamente parte civile nei processi nei quali sono coinvolti politici o dipendenti amministrativi facenti capo al suo Ente.

Ricordiamo che il sindaco Di Girolamo non si è mai costituito parte civile in tali casi che sono avvenuti a Terni e che hanno coinvolto soggetti politici facenti parte della stessa maggioranza, quindi questo atteggiamento di supporto alla legalità risulterà, nelle'eventualità, una assoluta novità, che ovviamente ci soddisfa come forza politica sempre dalla parte della trasparenza e fattivamente contro qualsiasi tipo di censura anche verbale che oggi, da più parti, si sono sollevate al fine di non far discutere il Consiglio di questioni che come politici siamo invece moralmente, ed ora, anche da regolamento della Carta di Pisa, tenuti ad affrontare, ogni qual volta se ne ravvisi la necessità.

agea  L'europarlamentare Laura Agea presenta un'interrogazione alla Commissione UE.

"La gestione di qualsiasi sistema museale e teatrale nell’Ue ha certamente un interesse transfrontaliero, ma il Comune di Terni sembra non averlo percepito, infatti, ha avviato una procedura per l’affidamento in concessione del servizio di gestione del suo sistema museale (CAOS) e teatrale (Teatro Secci, Anfiteatro Romano e Teatro Romano di Carsulae) con un bando di gara alquanto sibillino".

Lo afferma in una nota l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Laura Agea.

"Nei giorni scorsi, i Consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Terni mi hanno segnalato che il bando, lacunoso sulla descrizione dei beni e su molti aspetti economici, non consentiva ad ipotetici contraenti, anche di altri Stati membri, di valutare adeguatamente l’affare - continua Agea - Per questi motivi, con un’interrogazione scritta, che allego, ho chiesto alla Commissione europea di intervenire nella specie a tutela della trasparenza, dell’imparzialità e della libera concorrenza".

Il M5S ha assistito oggi con una rappresentanza di suoi consiglieri e il senatore Stefano Lucidi, ai lavori della seconda commissione consiliare avente per oggetto la problematica del Liceo artistico Metelli. Dalle esposizioni di quanti sono intervenuti in commissione come soggetti portatori di diritti, si è potuto registrare un forte sostegno per trovare soluzioni alternative e deroghe al trasferimento degli studenti ad un’altra struttura, quella dei Geometri anch’essa priva, ad oggi, del certificato anti incendio. Si passerebbe quindi dalla padella alla brace.

Sia i consiglieri di maggioranza che di opposizione si sono espressi favorevolmente affinché il Metelli e i suoi studenti rimangano dove sono, sebbene questo appoggio arrivi in ritardo rispetto a quando è iniziata l’occupazione da parte degli studenti e consapevoli che ad una tale posizione verbale debba seguire un atto da far votare in Consiglio per capire le reali volontà politiche. La II commissione chiederà dunque di mettere all’ordine del giorno del prossimo consiglio del 12 gennaio la questione del Liceo Metelli e si è impegnata a richiedere i documenti necessari ad una valutazione della questione, come la visione del Computo metrico e i disegni esecutivi degli anni precedenti relativi all’edificio di proprietà (ancora) della Provincia.

Secondo quanti sono intervenuti a sostegno del non trasferimento, le problematiche tecniche sarebbero in realtà minime rispetto a quanto enunciato in modo disordinato e senza atti ufficiali, fra gli altri, anche dal Sindaco nonché Presidente della Provincia Di Girolamo, che ha parlato di un progetto per il Metelli di cui ancora non si ha traccia in quanto non pervenuto alla Commissione e di cifre per la messa in sicurezza della struttura che però, ad ora, sono cifre campate per aria. Come consiglieri abbiamo infatti richiesto che il progetto cui faceva riferimento il Sindaco - se esiste- ci venga fornito poiché, ad oggi, nessuno ne era a conoscenza e non è stato possibile visionare documenti tecnici e relazioni che sarebbero dovuti essere stilati su richiesta del responsabile alla sicurezza della Provincia per gli interventi minimi di messa a norma della struttura e di manutenzione straordinaria di competenza provinciale. La questione sembra quindi ai più prospettarsi come politica piuttosto che tecnica e per questo, oltre al sindaco, sarebbe stato necessario sondare le volontà dei dirigenti e responsabili della Provincia che, purtroppo e senza alcuna spiegazione, non erano presenti, seppur invitati.

Il Movimento 5 stelle rende noto fin da ora che qualora si avviasse il trasferimento degli studenti per dismettere il Metelli quale Liceo Artistico inizierà una battaglia sulla sicurezza che coinvolgerebbe ulteriori scuole, anche di competenza comunale, le quali non risulterebbero a norma in quanto prive di CPI e di progetti di messa in sicurezza, alcune delle quali sono sovraffollate rispetto ai numeri previsti dalle normative e, ancora, ci impegneremmo in una raccolta di dati sulla eventuale presenza di eternit. Qualora anche solo un dato tecnico utile alla sicurezza risultasse essere fuori norma, per lo stesso principio per cui ora si richiede il trasferimento degli studenti del Metelli, si richiederà il trasferimento degli alunni in altri stabili agibili e a norma. Dopo un'attenta analisi ci riserveremo di fare esposti nelle sedi competenti e il conseguente intervento dei vigili del fuoco al fine di eseguire la rapida evacuazione. Inoltre abbiamo chiesto al Sindaco - ma a ciò non ha dato risposta - se ci sono progetti in cantiere per la struttura del liceo artistico che prevedano l’alienazione del bene a privati o quali altri interventi pensa di riservare per la struttura, dal momento che essa non potrà certo essere abbandonata nel pieno centro storico cittadino.

Se tali progetti ci fossero e si utilizzasse così il problema tecnico solo come "copertura" per i veri intenti politici, questo sarebbe un comportamento agli antipodi della trasparenza e della condivisione di intenti con quanti nelle istituzioni, nonché i cittadini stessi, dovrebbero essere chiamati in causa e coinvolti per decisioni di tale portata. Il rimpallo fra Sindaco, Provincia, e Prefetto deve finire entro breve. La prefettura aveva aperto infatti alla deroga, stando a quanto riportano dell’incontro studenti e genitori. La Provincia ha delle responsabilità evidenti nella problematica cui dovrà dar conto e, nel frattempo, basterebbe che essa acconsentisse a una deroga sulla base di un progetto già in stato di elaborazione. Fare questo permetterebbe alla struttura di non essere evacuata, basta, a questo punto la volontà politica, e la fine del dirimente teatrino del rimpallo delle responsabilità. Attendiamo fiduciosi l’invito dal sindaco-presidente per la prossima riunione in Prefettura che dovrebbe avvenire prima della riapertura della scuola.

casamusicheComprendiamo come chi ad oggi, evidentemente abituato, volente o nolente, al sistema spartitorio e clientelare tipico del nostro territorio difficilmente possa comprendere come siano entrati in consiglio comunale persone che semplicemente fanno il loro dovere, persone completamente avulse da certe logiche.

Il dovere di un consigliere, scritto anche nel Tuel (testo unico degli enti locali) è quello,fra gli altri,di vigilanza e di controllo sull'operato dell'amministrazione comunale e dei relativi atti.

Anche se questo può dar fastidio a chi quel torpore e assenza di chiarezza su bandi e documenti poteva anche tornare utile.

Non spetta ai consiglieri inserire "contenuti", al limite possono dare indirizzi su eventuali bandi ma spesso vengono purtroppo esautorati da tale prerogativa, e il motivo è facilmente immaginabile in un sistema come il nostro dove a vincere non sempre è il merito.

Che poi la questione della musica a Terni sia diventata una vicenda esclusivamente burocratica, una Terni dove le idee languono e i lavori per la costruzione di spazi pubblici finiscono spesso sotto il mirino della Corte dei Conti - come nel caso della Casa delle Musiche - la responsabilità non può certo essere scaricata al M5S, entrato da pochi mesi per la prima volta in Comune.
I perché di questa stagnante situazione dovrebbero essere posti a chi da decenni governa, e a farlo dovrebbero essere proprio quelle stesse associazioni che però, sotto campagna elettorale, facevano a gara per presenziare alle propagandistiche quanto farlocche inauguarazioni di partito...inagurazioni grottesche come quella della Casa delle Musiche: aperta in pompa magna un solo giorno al pubblico ancora incompleta e priva di vie di fuga, con muffa nei piani inferiori e buchi nei muri coperti solertemente da provvisori quadri.

Se un consigliere s'imbatte in un procedimento che appare poco trasparente e soprattutto, se tale procedimento ha implicato un utilizzo ingente di soldi pubblici - è il caso della Casa delle musiche - quel consigliere ha l'OBBLIGO di vigilare, controllare e studiare le "carte bollate", proprio quelle carte che sembrano mancare nell'assegnazione della gestione di suddetta Casa. È IL SUO DOVERE fare questo, non un optional. Noi non siamo soliti chiudere un occhio...chi come noi promesse elettorali NON ne ha mai fatte, ha le mani libere e la coscienza pulita per muoversi in base a quello che rientra nel suo lavoro di rappresentante istituzionale e di garante, senza gurdare in faccia a nessuno se non alla giustizia procedurale.

Non esistono ad oggi per la Casa delle Musiche contratti di gestione con alcun soggetto, vincoli e oneri delle parti, ma soprattutto manca la GRADUTORIA PUBBLICA dei vincitori del bando, che non esiste, proprio perché una gara concorrenziale non vi è mai stata, bensì solo un bando esplorativo, che è ben altra cosa.
Questi i fatti incontrovertibili che un consigliere degno di questo nome non può certo sorvolare.
Se di consiglieri del genere ce ne fossero stati di più prima - al posto di quelli interessati solo a foraggiare i propri circoli e associazioni di riferimento in cerca di consenso - chissà se avremmo potuto evitare un pò di lavoro alla Corte dei Conti che a Terni sembra avere di norma parecchio da fare.

Che qualcuno poi si senta padrone di una COSA PUBBLICA quando non è stato proclamato pubblicamente e in modo trasparente vincitore della gestione della stessa, la dice lunga.
La tavola progettuale si deve fare, eccome, ma nessuna associazione deve avere il ruolo di "pilota", di padre padrone, di soggetto "superiore" ad un altro.

I contenuti non spetta certo a noi metterceli ma ai musicisti, agli artisti - magari anche quelli non politicizzati - alle associazioni o cooperative o singoli o società che vinceranno la pubblica gara per l'affidamento della gestione.

E che vinca il migliore, non gli amici di e le spartizioni decise preventivamente a tavolino.

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