Analisi del voto: ad ognuno il suo esame di coscienza.

Aula-consiliare-comune-di-TerniDal 25 maggio il M5S è la seconda forza politica a Terni!
Il ballottaggio della rassegnazione ha decretato l’ovvio. Ancora una volta il centrodestra ternano non è in grado di assumersi le proprie colpe facendo autocritica e tira in ballo gli elettori del M5S responsabili, secondo quanto dichiarato da Crescimbeni, di essere stati determinanti per regalare un altro quinquennio a Di Girolamo.
Se il centrodestra non è stato in grado di attirare verso di se l’elettorato che ha scelto il M5S il 25 Maggio, nonostante la gravità della situazione ternana, deve fare soltanto una profonda autocritica.
Di certo l'avvelenamento del clima elettorale, con attacchi personali, vili e diffamatori nei confronti della nostra candidata Angelica Trenta, da parte di noti esponenti del centrodestra, non hanno aiutato Crescimbeni ad attirare le simpatie dei nostri sostenitori.
Detto questo non possiamo che esprimere soddisfazione per aver comunque inserito all’interno del Consiglio Comunale 5 portavoce, e di averlo fatto al termine di un percorso di scelte condivise con la città a cui intendiamo restare fedeli.
Sottolineiamo che il 60% delle cinque donne elette in Consiglio Comunale sono del M5S. Anche su questo gli altri partiti - soprattutto del centro sinistra, che tanto si riempie la bocca con le quote rosa e le pari opportunità - dovrebbero farsi un esame di coscienza.
Prendiamo atto, senza sorprenderci che le discussioni in corso sulla futura Giunta non sembrano andare esattamente nella direzione della competenza e della meritocrazia, visto che si parla più dei possibili assessori che degli assessorati.
Se questa città ha perso l'occasione di avere un governo di svolta, ha oggi per la prima volta negli ultimi 20 anni la possibilità di avere un’opposizione autentica, che non farà sconti né accordi sottobanco, ma che non agirà nemmeno in modo pregiudiziale.

Domenica 8 giugno Terni è risultata essere la seconda città d’Italia (la prima del centro-nord ) per astensionismo. Il sindaco Leopoldo Di Girolamo è stato votato dal 60% di appena il 40% dei ternani: l’esito del ballottaggio ci regala dunque una giunta che a fatica potrà dichiararsi rappresentativa della cittadinanza.
Terni rimane la riserva indiana della pseudo sinistra composta dagli eredi di D’Alema e della Lorenzetti, un luogo dove il vento del cambiamento stenta ad irrompere ma anche dove è evidente come la classe politica locale esca pesantemente indebolita dalle ultime consultazioni. Perugia e Spoleto sono cadute e Terni resta isolata e assai distante dai moti renziani.
Il Movimento Cinque Stelle non si esime da un esame di coscienza: è evidente come il Movimento non sia stato percepito dalla popolazione - come sembrava - la migliore alternativa a questo sistema: i motivi sono variegati e non possono essere semplificati o confrontati con altre importanti città in cui la svolta c'è stata e le cui percentuali raggiunte al primo turno dal candidato del Movimento sono sostanzialmente simili a quelle di Terni.

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