rogo2Non possiamo aspettare una settimana prima che escano i dati delle analisi ARPA, così come successo in altre recenti occasioni. I Sindaci dei comuni interessati, Leopoldo Di Girolamo, Francesco De Rebotti e Alberto Falcini devono immediatamente porre in essere tutte le misure precauzionali necessarie alla tutela della salute pubblica.
L'incendio che ha avuto luogo stanotte nell'azienda CORES, nell'area industriale di Vascigliano, a quanto si apprende è generato dalla combustione di materiali plastici che la stessa azienda tratta, come il PVC. E' impossibile quindi escludere, invece quasi certamente confermare, che il rogo abbia portato all'emissione nell'aria di diossine e inquinanti simili.
Nella memoria di tutti sono ritornati i terribili giorni del rogo di Vascigliano e la scriteriata gestione successiva dell'emergenza. Oggi la diversa sensibilità cresciuta nel territorio deve imporre un immediato intervento. Ci appelliamo ai vertici dell'ARPA Umbria, sia a Perugia che a Terni, affinché invitino fortemente le istituzioni politiche locali ad intervenire quanto più celermente ed efficacemente possibile con l'emanazione di ordinanze che prescrivano precisi protocolli di gestione dalla filiera alimentare, alle attività all'aperto, alla tutela della sicurezza dei lavoratori delle aziende dell'area industriale di Vascigliano e tutte le misure necessarie a garantire la tutela della salute dei cittadini.
Nella seduta del Consiglio comunale di Terni che si svolgerà stamane, il M5S chiederà al Sindaco Leopoldo Di Girolamo, anche in veste di Presidente della Provincia, di riferire immediatamente in merito all'accaduto.

Un nuovo acquedotto da 20 milioni di euro circa che da Terria, Ferentillo, dovrebbe portare l’acqua dal massiccio Aspra-Coscerno fino a Terni: questo è il piano che la Regione Umbria starebbe mettendo in atto al fine di mettere riparo ad una fantomatica emergenza idrica della nostra città. Ha qualcosa a che fare con il preoccupante stato delle falde della Conca e dei pozzi della fascia Polymer - Cesi? Una contaminazione che il Movimento Cinque Stelle ha già denunciato da mesi.

discarica papignoI due parlamentari Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini hanno rivolto un interrogazione ‘a risposta scritta’, ai ministeri dell’ambiente e della salute, nella quale si legge che «l’area Terni-Papigno è una delle 57 più contaminate d’Italia, ed è stata classificata di rilevante interesse nazionale per le bonifiche, per questo appare doveroso che tutti gli enti e le istituzioni interessate, dalla Regione al Ministero, diffondano i dati raccolti durante i prelievi nell’area, cosicché i cittadini siano consapevoli dello stato di salute del territorio in cui vivono». 

Leggi l'articolo su Umbria 24.it

 

ATTO CAMERA 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03957

GALLINELLA e CIPRINI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
il SIN sito di interesse nazionale «Terni-Papigno», nel cuore della regione Umbria, è una delle 57 aree più contaminate d'Italia e per le quali lo Stato ha imposto un'urgente attività di bonifica;
esso comprende due discariche di scorie di acciaieria, nei pressi delle quali, secondo quanto si apprende da dati diffusi dalle associazioni WWF e Italia Nostra Umbria, ci sarebbe una concentrazione molto elevata di nichel, addirittura di 10 volte superiore al limite annuale imposto dalla normativa benchmark con picchi mensili anche oltre le 23 volte;
in Italia, l'ISPRA evidenzia che i siti potenzialmente contaminati sono oltre 15.000; tra questi, 57 sono stati definiti di «interesse nazionale per le bonifiche» (SIN) sulla base dell'entità della contaminazione ambientale, del rischio sanitario e dell'allarme sociale (DM 471/1999). Il decreto ministeriale 11 gennaio 2013 ha portato 18 siti di interesse nazionale nelle competenze regionali, poiché non più rispondenti ai requisiti previsti dai commi 2 e 2-bis dell'articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, a seguito delle modifiche apportate dall'articolo 36-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (c.d. decreto «crescita»). In virtù del citato decreto ministeriale ad oggi i SIN sono 39. Il sito «Terni-Papigno» rientra tra questi;
la regione Umbria, da oltre due anni, ha avviato un monitoraggio dell'area, al fine di acquisire dati circa la presenza di diossina, PCB e metalli pesanti negli alimenti di origine animale, e in particolare nel latte (ovino e caprino), provenienti dagli allevamenti della zona;
nel primo semestre del 2013, sempre secondo quanto si apprende da comunicati stampa lanciati dalle due associazioni sopracitate, la regione avrebbe avviato ulteriori controlli, estendendo il raggio dei prelievi (circa 5 chilometri, analizzando 30 campioni di latte prelevati da 30 diversi allevamenti, dei circa 88 presenti nella zona) e allargando i controlli anche alle uova;
le associazioni WWF e Italia Nostra Umbra in queste settimane hanno lanciato una petizione per chiedere alla regione Umbria di rendere noti i dati delle due analisi effettuate, finora rimasti sconosciuti, al fine di informare i cittadini circa lo «stato di salute» della terra nella quale vivono;
il 25 settembre 2013 si è costituita la rete dei comuni per la bonifica dei SIN (quelli che ricadono in tali aree sono 187 per una popolazione di circa 4,5 milioni di abitanti) che ha elaborato la cosiddetta «Carta di Mantova» nella quale si chiede al Governo, e in particolare al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di avviare con urgenza i processi di bonifica nonché il conseguente riconoscimento dello stato di crisi ambientale e sanitaria –:
se non ritenga opportuno, considerato il rilievo nazionale dell'emergenza dell'area «Terni-Papigno», contribuire alla diffusione di tali fondamentali informazioni, affinché la popolazione sia messa a conoscenza dello stato di inquinamento del territorio in cui vive ma soprattutto dei possibili rischi per la salute umana;
a che punto siano la bonifica e il ripristino ambientale dell'area industriale siderurgica di «Terni-Papigno»;
se abbia avviato o intenda avviare una campagna di informazione mirata per le popolazioni ricadenti nelle aree contaminate — indipendentemente dalla loro classificazione in siti di interesse nazionale o di interesse regionale —, affinché siano consapevoli del significato di vivere all'interno o nei pressi di un sito inquinato e delle motivazioni che hanno portato ad una tale grave definizione di emergenza.
(4-03957)

Seguici sui Social Network

Notizie dal M5S Umbria

21 Novembre 2018

informazioni

Ricevi i nostri aggiornamenti

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua casella email
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo

Popular

Menu Principale

Utilizziamo i cookie per fornire statistiche che ci aiutino a offrirti una migliore esperienza del nostro sito. Puoi scoprire di più o spegnerli se preferisci. Tuttavia, continuando a utilizzare il sito senza modificare le impostazioni, accetti il nostro utilizzo dei cookie.