TERNI CITTA' DEL NEGAZIONISMO AMBENTALE. SINDACO, ASSESSORE E DIRETTORE ARPA SI DIMETTANO IMMEDIATAMENTE

testasottosabbiaUna situazione di crisi ambientale complessa (così come quella economica e industriale) deve essere gestita da una classe politica capace di agire e di svolgere il proprio dovere sul territorio. Per troppo tempo Terni è stata coperta da una coltre di assordante silenzio che ha probabilmente causato danni irreparabili alla nostra terra e al nostro popolo. La difesa della vita e la dignità di un territorio travalicano le disquisizioni sull’attesa dell’applicazione delle norme comunitarie riguardo i limiti di legge.

Proprio per la necessità oggettiva di un giusto equilibrio fra salute e occupazione è scellerato pensare di poter proseguire nella politica negazionista portata avanti in questi anni.
Condurre le situazioni al punto limite vuol dire accompagnare la città sull’'orlo dell'’abisso come successo altrove. Occorre invece agire subito per mantenere il rilevante livello occupazionale delle produzioni siderurgiche, vitale per Terni, dentro un sistema sostenibile e severamente controllato anzitutto a tutela dei lavoratori e dei residenti della conca. I cittadini ternani vogliono sapere la verità, devono essere messi in condizione di conoscere il grado di rischio a cui sono esposti, autodifendersi e fare delle scelte compresa quella di cambiare città e questo è possibile solo attraverso lo studio e la ricerca. Terni ha bisogno di presidi sanitari completamente diversi da quelli delle altre città dell’Umbria e ha bisogno di una rete di monitoraggio attiva e funzionante.

Mentre l'’assessore all'’ambiente si attesta come “non pervenuto” da 5 anni a questa parte, l'’Ing. Adriano Rossi il 4 novembre 2013 affermava: “entro novembre saranno disponibili i dati dell’'acciaieria ed entro Natale quelli dell’inceneritore di Maratta” (fonte: Umbria 24).
Ad oggi nessuna informazione è stata pubblicata e notizia alcuna è trapelata riguardo la riattivazione della rete di monitoraggio industriale. In tutto questo, per l’ennesima, volta il Sindaco Leopoldo Di Girolamo richiama a sproposito la posizione nel rapporto “Ecosistema Urbano 2013” di Legambiente, studio relativo ai parametri urbani e non industriali delle città in oggetto (dove appunto i metalli pesanti non sono nemmeno presi in considerazione).
Solo grazie a due associazioni ambientaliste si è potuto aggiungere un fondamentale tassello dando la possibilità alla cittadinanza di venire a conoscenza dei dati che certificano la gravità della situazione già ampiamente denunciata da una pluralità di organismi indipendenti, tra cui associazioni di medici ma anche semplici cittadini nel corso degli anni.
Invece di prendere atto e agire di conseguenza, in base ai suoi obblighi legali di Sindaco e morali di medico, colpisce chi coraggiosamente si è fatto portatore dell’interesse di tutti.

Dov’è stato lei, sig. Sindaco, in questi giorni in cui abbiamo avuto insostenibili sforamenti consecutivi di polveri sottili toccando il record di superamenti limite in un anno?
Si sente in dovere di bacchettare Italia Nostra e WWF, ma non di intervenire con immediate misure di mobilità d’emergenza? Le ricordiamo nuovamente, a lei e agli altri inquilini di Palazzo Spada, che l’aria di Terni è la stessa che respirate anche voi.

Per noi è doveroso percorrere, nel caso in cui doveste proseguire su questa strada, la richiesta di intervento del prefetto per la nomina di un commissario per l'adempimento delle funzioni di competenza del sindaco, ai sensi dell'art. 54 d.lgs 267/2000 e chiedere le dimissioni immediate del Sindaco Leopoldo Di Girolamo, dell’Assessore all’Ambiente Luigi Bencivenga e del Direttore dell’Arpa Adriano Rossi.

Abbiamo bisogno di un’iniziativa ambientale vera e noi saremo i primi promotori di una nuova idea che abbia come punto di riferimento lo zero, dove per “zero” in natura si intende l’equilibrio fra ecosistema e attività umana. Che siano i parlamentari italiani a stabilire per primi le regole in merito, definendo una nuova idea “inquinamento 0” senza che i cittadini debbano aspettare la svolta cinque stelle del nuovo parlamento europeo.  Da febbraio noi ci stiamo muovendo come dimostra l’ultima ma non ultima vittoria sul testo unico per i reati ambientali e l’introduzioen del principio “chi inquina paga”. Nel nostro ambito locale i cinque punti cardine del programma ambientale, che svilupperemo insieme ai cittadini, saranno: Rifiuti zero; abbattimento delle Emissioni; Stop alla contaminazione ed avvio delle bonifiche; eliminazione del rischio idrogeologico, sismico e industriale; stop alla cementificazione del territorio.

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19 Dicembre 2018

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