RIFONDAZIONE VOTA FAVOREVOLE AGLI INVESTIMENTI SU INCENERITORI E BIOMASSE. L’INCOERENZA DI UN PARTITO IN MAGGIORANZA CHE SI ATTEGGIA A OPPOSIZIONE.

 

L’incoerenza di Rifondazione Comunista si manifesta fino a superare il culmine della decenza.  
Il consigliere regionale Damiano Stufara, che risponde stizzito al nostro precedente comunicato, (http://www.umbria24.it/terni-il-movimento-5-stelle-non-pensi-di-risolvere-i-problemi-interni-attaccandomi/200509.html) dovrebbe invece rispondere nel merito delle nostre accuse e spiegarci se anche lui, come il suo referente in Giunta, approva il documento propedeutico al Piano Strategico Regionale 2014-2020, nello specifico punto riguardante le rinnovabili termiche e le agroenergie, o ne prende invece le distanze.

Ci esponga la sua posizione e faccia capire ai suoi militanti che non si riconosce nella scelta del suo partito. Spieghi prima di tutto perché il “compagno” assessore Stefano Vinti (PRC) ha votato a favore in giunta, senza denunciare all’opinione pubblica la subdola postilla a favore dell’incenerimento e di ulteriori investimenti nelle biomasse, oppure abbia il buongusto di tacere.

La spaccatura sotto gli occhi di tutti è quella interna alla condotta del partito: a parole  fedele all’ideologia e dedito alla lotta antimperialista ma quando si tratta dei fatti pronto a qualsiasi compromesso con il Piddimenoelle.

La coerenza in politica è tutto.

Accusarci di aver abbandonato il tavolo del “fronte unico ambientalista” è come accusarci di non aver voluto firmare una moratoria contro la guerra insieme a chi contemporaneamente sta firmando una dichiarazione di guerra alla cittadinanza umbra.

Dietro al voto dell’assessore Vinti, ovviamente, c’è la subdola e strategica assenza dell’assessore Rometti, il vero architetto del disastro sulle rinnovabili in Umbria. E’ chiaro che il piano del partito unico umbro è quello di favorire il business del CSS e delle biomasse.

Lontani anni luce dagli esempi virtuosi, la mancanza di visione della maggioranza ci sta portando all’interno di un vicolo cieco con un dispendio enorme di risorse economiche e un’arretratezza culturale che pagheremo a caro prezzo nei decenni a venire. Incenerimento invece che strategia rifiuti Zero, biomasse dall’Africa e dall’Indonesia invece che regolamentazione della filiera corta. Sono queste le parole d’ordine di chi si spaccia per amico dell’ambiente salvo poi deregolamentare al fine di permettere agli affaristi di turno di depredare il nostro territorio.

I ternani hanno maturato una consapevolezza a riguardo e faranno pagare a caro prezzo qualsiasi scellerata mossa da parte di improponibili personaggi della politica umbra.

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19 Dicembre 2018

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