Papigno, la discarica della vergogna

thumb video discaricaLa discarica come è possibile vedere dal video versa in condizioni di totale insicurezza. E' possibile accedervi sia dal campo sportivo adiacente all'area camper (quindi con facile accesso anche da parte di bambini e turisti ignari) e direttamente dal belvedere del paese. Tutto questo nonostante sia stata più volte dichiarata la pericolosità dei materiali interrati. La guaina è in evidente stato di disfacimento a causa delle erbacce infestanti. Campioni presumibilmente di carotaggi del terreno all'interno della discarica lasciati nel più completo abbandono. Quale sicurezza per i cittadini?

Sin dall'inizio del '900 lo stabilimento Elettrochimico Papigno ebbe un enorme impatto ambientale sul territorio. La produzione della calciocianamide (che tutt'ora dà l'inconfondibile colorazione bluastra di alcuni tetti) e del solfato ammonico danneggiarono, in modo irreparabile, tutti i terreni, le piante e gli ambienti posti nei pressi degli stabilimenti, con evidenti ripercussioni anche sulla salute degli abitanti e degli operai che lavorano all'interno delle fabbriche. Nel complesso si tratta di emanazioni polverose e gassose, che si propagavano per oltre quattro chilometri dagli stabilimenti. Le prime si sviluppavano durante l'intero processo produttivo, ma soprattutto nelle operazioni di triturazione del carburo e della calciocianamide e nelle fasi d'idratazione e di oleazione. Residui di carbone provenivano, invece, dalla produzione dei fertilizzanti. 
I gas inquinanti, fortemente irritanti e velenosi, si dovevano all'anidride solforosa e all'ammoniaca, all'ossido di carbonio e all'acetilene. I pericoli più seri derivavano, per l'organismo, dal pulviscolo di carburo, il quale, a contatto con le mucose dell'apparato respiratorio, si trasformava in acetilene, con forte azione irritante ed infiammatoria sull'organismo. Le polveri, inoltre, creavano lesioni alla laringe, ai bronchi e ai polmoni, e danni irreparabili gli occhi.
Dopo la seconda guerra Mondiale lo stabilimento ridimensiona completamente la sua produzione fino alla definitiva chiusura nel 1973. 

L'area è ad oggi interessata da un importante inquinamento ambientale da calciocianamide, amianto in stato polvirulento, metalli pesanti e idrocarburi ed è stata inserita dall'Istituto Superiore di Sanità tra i siti d'interesse nazionale per le bonifiche. 
Il sito è composto da due parti: gli impianti industriali e la discarica del sito industriale.

Il Video è stato girato da un utente anonimo.

 

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