NESSUN’OPERA PUBBLICA FERMA O BLOCCATA A TERNI?

Palazzo SpadaINVIEREMO NOI AL MINISTERO LA LUNGA LISTA DELLE INCOMPIUTE

Il Comune sostiene che, a Terni, non ci sono lavori pubblici lasciati a metà. Appigliandosi a formalismi tecnici, l’assessore ai LL.PP. dichiara così al Ministero che qui va davvero tutto bene.

Il migliore dei mondi possibili, nel campo dell’efficienza amministrativa, sarebbe dunque proprio a Terni: i cittadini sanno che la realtà è opposta e consta di cantieri malgestiti o fermi, di una lista di incompiute che si allunga ogni giorno, nonostante pesanti tributi e balzelli. Si rimpallano le responsabilità fra Comune, provincia e regione al solo scopo di nascondere nelle pieghe delle leggi la realtà che tutti possono vedere.

Potremmo iniziare proprio da infrastrutture importanti, colpevolmente al palo, come la Strada dei Quartieri, da più di dieci anni inserita ripetutamente nei piani comunali per le Opere Pubbliche e tuttavia mai conclusa, con auto e camion costretti a entrare in città, con pericolose gimcane e inquinamento alle stelle. Discorso analogo per la mancata prosecuzione della Variante di Borgo Rivo fino a Gabelletta, progetto approvato da moltissimo tempo e congelato senza motivo, mentre il traffico pesante intasa il quartiere. Potremmo continuare con la fallita definizione del collegamento stradale Terni EST-piazzale merci AST-Via Breda a causa di controversie con un privato, malamente coordinate dal Comune. Grazie a questo modo di amministrare, centinaia di TIR diretti all’AST tagliano ogni giorno per Via Bramante, con grandi rischi per pedoni e automobilisti.

Dovrebbero dichiarare, non solo le opere incompiute, ma anche le opere inutilizzate e costate milioni provenienti dalle tasche dei cittadini.

Che dire di poli scientifici inutilizzati quali quello per la ricerca sulle cellule staminali a Campomicciolo, centro costato milioni e cofinanziato anche da Comune e Fondazione Carit, così come la nuova sede di Medicina, investimento da ben € 30 milioni, enfaticamente inaugurata lo scorso anno, ma, di fatto, inutilizzata?

Poco da aggiungere, inoltre, sui molti edifici cadenti direttamente di proprietà del Comune, pure di valore storico-artistico come l’ex convento di Colle dell’Oro, tuttora in uno stato vergognoso, per il quale si è pensato alla sola vendita senza poi nemmeno riuscirci, aprendo l’ennesima voragine nel bilancio dell’ente, come accaduto anche con la Scuola elementare di Piediluco, il cui ripetuto bando di alienazione, mai andato in porto, impone oggi al Comune un tardivo riutilizzo.

L’assessore poi conosce o ignora la situazione del cimitero monumentale, i cui lavori restano interminabili, con decine di famiglie costrette a chiedere ‘ospitalità’ per i propri defunti presso cappelle di parenti e amici, in umiliante attesa, aggiungendo dolore a dolore?

E, ancora, va davvero tutto bene a Papigno, stretta tra Studios cinematografici costati milioni, ma in via di smantellamento (vedasi anche cosa accade presso il Centro Multimediale), con un’area contaminata e integralmente da bonificare, senza che nessuno abbia minimamente provveduto ad alcunché, nonostante l’obbligo di salvaguardare la salute delle persone?

E cosa ha fatto l’assessore per risolvere nel corso del suo mandato la vicenda del

teleriscaldamento, bloccata da almeno 10 anni, con ricadute pesantissime anche sugli inquilini Ater di Via Cadore, costretti a lasciare case energeticamente salatissime?

E che dire di piazza del Mercato, sin dagli esordi totalmente ingrovigliata? Oggi non se ne parla nemmeno più, l’ex mercato coperto è ormai divenuto, come altrove in città, squallida pornografia urbanistica, mentre il Comune deve ancora riscuotere oltre € 7 milioni dal privato! E gli ingentissimi costi sostenuti per un polo universitario presto scientemente degradato, con edifici ormai abbandonati, come a Collescipoli, o svuotati, come a Maratta?

La lista delle incompiute sarebbe più lunga. In altri tempi, vista l’evidente incapacità di perseguire l’interesse pubblico, dignità avrebbe imposto sollecite dimissioni di sindaco e assessore. Essendo però Terni da tempo ‘appaltata’ ai partiti, ai loro appetiti, ai loro grigi funzionari, si procede come se nulla fosse, mentre inefficenze e piccoli affarismi sono all’ordine del giorno, con amare conseguenze per tutti -notabilato escluso, ovviamente.

 

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