UNA CITTA’ DELLA MUSICA A COLLESCIPOLI

I love Collescipoli

Il successo dell’esperienza del JazzIt fest, organizzato lo scorso fine settimana a Collescipoli dalla Vanni Editore in collaborazione della Pro Loco, rappresenta un modello che, se esteso, potrebbe rappresentare da una parte il rilancio di un borgo che negli ultimi anni è stato progressivamente abbandonato a sé stesso dalle istituzioni, dall’altro un vero e proprio prototipo per un nuovo genere di eventi artistici.

Va ricordato che il JazzIt Fest - quattro giorni di concerti, con 104 eventi musicali e 450 musicisti coinvolti - ècostato circa 50mila euro, è stato interamente finanziato da un soggetto privato (la Vanni Editore) con la collaborazione dell’intera comunità collescipolana.

La grande novità introdotta, quindi non è stata tanto la realizzazione di un festival senza il ricorso a fondi pubblici (che appare ormai come una scelta obbligata, visto lo stato delle finanze) ma nella perfetta integrazione identitaria tra un evento di portata nazionale e internazionale ed un piccolo borgo.

Se l’evento si è svolto - quasi un miracolo nel territorio ternano - senza alcuna polemica, malumore o forme resistenza, è perché a differenza di quanto accaduto in altri contesti (basti pensare alla Notte Bianca), l’organizzazione di Vanni non si è sovrapposta al borgo, ma - senza alcun bisogno di “cabine di regia” troppo spesso solo formali - ha cercato e trovato piena collaborazione negli abitanti nel paese.

Tutte le realtà di Collescipoli hanno contribuito all’organizzazione e al successo del JazzIt fest e ne hanno tratto beneficio: la Pro Loco, il Centro sociale anziani, la parrocchia, i commercianti, gli artigiani, i ristoratori e i residenti.

Ora la preoccupazione generale sembra essere che l’esperienza di JazzIT fest non resti isolata, ma che possa rappresentare l’inizio di un percorso di rilancio di Collescipoli.

LA CITTADELLA DELLA MUSICA

Il successo di JazzIt fest - legato, va ricordato, alla presenza nel borgo della redazione della rivista JazzIt - sembra andare nella direzione già tracciata più di un anno fa dall’associazione Astrolabio e recepita dal Movimento Cinque Stelle Terni, che la inserirà nel suo programma per il governo della città alla prossima competizione elettorale.

- Il borgo di Collescipoli ha a disposizione edifici storici di grandissimo valore e pregio recentemente restaurati con l’impegno di ingenti fondi pubblici. Questi edifici - come Palazzo Catucci, palazzo del comune e l’ex convento di Santa cecilia - sono attualmente in gran parte o del tutto inutilizzati, in quanto destinati al polo universitario che, come è noto, ha invece recentemente abbandonato la sua sede di Collescipoli.

- A Collescipoli sono presenti importanti e preziosi organi, la cui presenza ha dato vita anche ad un festival e un’accademia di musica barocca, l’Accademia Hermans intitolate all’autore dell’organo di Santa Maria Maggiore.

- Da anni a Collescipoli si trova la redazione della rivista nazionale JazzIT, promotrice del JazzIt Fest.

Compito di chi amministrerà la città nel prossimo quinquennio dovrà essere - secondo il Movimento Cinque Stelle Terni - quello di mettere a sistema queste risorse, per creare a Collescipoli una vera e propria Città della musica, che - con l’indispensabile collaborazione dell’Istituto Briccialdi - possa diventare un polo di attrazione nazionale per la musica, barocca, jazz e di qualsiasi altro genere si possa collocare nella musica di qualità, incoraggiando e sostenendo iniziative come quella appena conclusa.

MODELLO DI SVILUPPO DI UN EVENTO CULTURALE

Il JazzIt fest può e deve diventare un modello di sviluppo per eventi culturali diffusi e non solo, che puntino proprio sulla valorizzazione dei piccoli borghi come poli di eccellenza culturale e artistica che trovino nella sinergia e nella collaborazione con le realtà particolari il loro punto di forza.  

I piccoli borghi del comprensorio ternano sono una formidabile risorsa, piccoli gioielli ricchi di storia e presenze artistiche. Oltre Collescipoli basta pensare anche a Cesi, Papigno, Piediluco, Miranda, Collestatte e Torreorsina, la Valserra e tutti gli altri piccoli centri che possono essere riconcettualizzati come spazi satellite della città, all’interno di un percorso di sviluppo sostenibile. Una nuova visione a km0. Riteniamo quindi che il futuro dell’economia, del turismo e dell’eccellenza culturale passi anche per un decentramento che punti a radicare manifestazioni culturali nei piccoli centri per farne non delle effimere manifestazioni passeggere, ma il vertice di un percorso artistico, turistico ed economico che duri tutto l’anno.

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