Sviluppo di una filiera industriale delle fibre naturali, in alternativa all’incenerimento delle biomasse provenienti dalla fitorimediazione dei terreni contaminati.

Atto presentato il 14 Luglio 2014

Al Sindaco di Terni

Al Presidente del Consiglio Comunale

All’Assessore all’Ambiente Emilio Giacchetti

Alla Segreteria Generale del Comune

 

ATTO DI INDIRIZZO

 

OGGETTO: Sviluppo di una filiera industriale delle fibre naturali, in alternativa all’incenerimento delle biomasse provenienti dalla fitorimediazione dei terreni contaminati.

 

PREMESSO


che il Decreto Ministeriale n. 468/ 2001 che ha inserito il sito Terni - Papigno nel Piano Nazionale di Bonifica e che con successivo decreto ministeriale dell'8 luglio 2002 "Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Terni Papigno" è avvenuta la perimetrazione del sito che individua le aree potenzialmente contaminate da sottoporre ad interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza d'emergenza, bonifica, ripristino ambientale e attività di monitoraggio;


che a seguito della perimetrazione del SIN, il Comune di Terni si è trovato a gestire, come Ente attuatore, le operazioni di bonifica, ai sensi del decreto ministeriale n. 471 del 1999 prima e del decreto legislativo n. 152 del 2006 poi, delle aree di proprietà tra cui le aree degli ex stabilimenti di Papigno, della ex discarica di Papigno e l'area ex lanificio Gruber;


che conseguentemente il Comune di Ternii ha ritenuto opportuno adottare, per la bonifica del sito di Papigno e del sito Ex - Gruber, su proposta degli istituti assegnatari all’attività di progettazione, l’utilizzo del fitorimedio integrato all’incenerimento delle biomasse prodotte. ARPA Umbria, IBAF CNR e DISAFRI hanno costituito un gruppo di ricerca (R.E. M.I.D.A.) finalizzato a questo scopo;


che il PROGETTO PRELIMINARE DI BONIFICA Ex convenzione del 20/05/2009 prevede ovviamente l’uso di specie e varietà di piante finalizzato all’incenerimento delle biomasse, in quanto non riutilizzabili all’interno di processi alternativi.


OSSERVATO

che esistono diverse specie in grado di poter essere riutilizzate all’interno di un percorso di filiera;

che l’uso della Canapa o cannabis sativa allo scopo della fitorimediazione dei terreni contaminati, nella sua varietà Carmagnola a contenuto innocuo di THC quindi inutilizzabile come sostanza stupefacente, secondo numerosi studi e pubblicazioni è particolarmente indicato per i terreni con presenza di  idrocarburi e metalli pesanti. Come ampiamente illustrato ad esempio dallo studio svolto nel 2003 dall’Università di Milano-Bicocca:Heavy metal tolerance and accumulation of Cd, Cr and Ni by Cannabis sativaL.”;

che la stessa Canapa a differenza di altri vegetali, cui l’unico uso successivo alla bonifica dei terreni è quello dell’incenerimento, può essere riutilizzata per ulteriori lavorazioni e generare una vera e propria filiera industriale. Come dimostra lo studio dell’università di Wuppertal (Germania) pubblicato su Industrial crops and products, rivista internazionale sulla ricerca industriale “Industrial hemp growing on heavy metal contaminated soil: fibre quality and phytoremediation potential”, la canapa ha questo incredibile potenziale di incapsulamento e contenimento degli inquinanti all’interno della fibra, permettendo l’uso per scopi industriali come: Bioedilizia l’applicazione come materiale di costruzione (coibentazione, mattoni in canapa, compensato di canapa, ecc…) permettendo lo sviluppo di un settore pienamente in crescita; Industria Cartaria produzione di cellulosa e carta prodotta con la canapa; Industria Tessile produzione di fibre tessili naturali e biopolimeri per la produzioni di fibre tessili destinate all’uso non-vestiari;. Industria chimica produzione biopolimeri per la produzioni di materiali plastici; Olio industriale all’olio di balena può essere utilizzato anche per la fabbricazione di vernici non tossiche di altissima qualità.

.

RITENUTO


che solo attraverso la ricerca e l’innovazione nel campo della chimica verde è possibile dare nuova vita al polo chimico ternano puntando alla produzione di biopolimeri e bioplastiche;

che la lavorazione industriale delle fibre naturali fa parte integrante della storia di Terni, che ha conosciuto lo sviluppo dello Jutificio Centurini e del Lanificio Gruber e che oggi la nuova coscienza economica e ambientale, attraverso la nuova frontiera della bioeconomia, ha aperto nuove occasioni di sviluppo sostenute anche dai fondi europei di Horizon2020;


CONSIDERATO


che il Comune di Terni con D.G.C. n. 445 del 18/12/2013 ha aderito alla Strategia Rifiuti Zero 2020 approvando un piano d’attuazione e una direzione contraria all’incenerimento;


che la situazione di grave crisi economica richiede un rilancio delle attività produttive e di una forte innovazione in grado di dare una nuova visione industriale al nostro territorio;


IL CONSIGLIO COMUNALE DI TERNI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA


  1. A modificare il progetto di piano di bonifica perseguendo una soluzione alternativa all’incenerimento delle biomasse a favore del riutilizzo, del riciclo e dello sviluppo di una filiera.

  2. A coinvolgere l’ ASSOCANAPA Umbria all’interno di un tavolo aperto per la promozione e lo sviluppo di una filiera industriale delle fibre naturali e dei biopolimeri e per la creazione di un centro di trasformazione regionale a Terni.

  3. Per mezzo del Sindaco, nonchè assessore allo sviluppo economico, e dell'Assessore all'ambiente ad organizzare un forum regionale finalizzato a mettere in rete i comuni, con l’obiettivo di sviluppare un piano di filiera umbra della canapa, delle fibre naturali, dei biopolimeri e e delle bioplastiche, valorizzando le diversità e ricchezze territoriali.

 

Terni,li 14/07/2014,


Gruppo  Consiliare MoVimento 5 Stelle

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