TERNI SCIVOLA INDIETRO NELLA CLASSIFICA DI LEGAMBIENTE.

Al di là delle solite schermaglie tra maggioranza e opposizione impegnate ad interpretare in maniera diametralmente opposta i dati contenuti nel rapporto, una considerazione emerge dall’analisi approfonfita dei dati pubblicati: il fallimento delle politiche di mobilità nella nostra città. Terni è tra le prime città in Italia per rapporto tra auto circolanti e abitanti (65 auto ogni 100 abitanti, bambini compresi) e una delle ultime per numero di passeggeri trasportati dal servizio pubblico (meno sette posizioni rispetto all’anno precedente). Questi dati stanno a dimostrare il fallimento totale della politica legata alla mobilità messa in atto dalle amministrazioni locali, fallimento che si cerca di mascherare adesso dietro al paravento del bike sharing o della revisione prossima futura del piano di mobilità, fino ad arrivare, e qui scadiamo nel grottesco, con lo spacciare la costruzione di nuovi parcheggi come la panacea per risolvere i mali del traffico ternano.  Grottesca la situazione lo è perché, mentre in tutto il mondo una delle prime misure prese per limitare il traffico privato è quella di eliminare i parcheggi dal centro e aumentare le tariffe dei pochi rimasti, in Italia (e Terni non fa eccezione), la soluzione delle amministrazioni è quella di costruire sempre più parcheggi che, paradossalmente, ottengono l’effetto contrario: richiamare sempre più auto in centro, con conseguente aumento della congestione del traffico e dell’inquinamento che, è bene ricordarlo, secondo uno studio della Provincia di Terni di qualche anno fa, nella nostra città è causato per il 52,9% dal traffico veicolare. Il Movimento Terni 5 Stelle è convinto che sia necessario invertire la rotta in tema di mobilità ed è per questo che propone le seguenti misure in linea con i principi esposti nel programma nazionale del movimento stesso:

1) Restrizione degli orari di accesso alla ZTL, con ingresso libero solamente ai mezzi elettrici o, in alternativa, trasformazione della ZTL in una Congestion Charge sul modello di quella di Londra, Throndheim e, parzialmente, Milano, con obbligo di reinvestire le risorse nell’acquisto di autobus ecologici e nel potenziamento delle piste ciclabili (a Londra il Road Pricing ha portato a risultati quali una diminuzione del traffico del 21%, un incremento del 6% dei passeggeri trasportati dal servizio pubblico e, soprattutto, ha fatto affluire 150 milioni di Euro l’anno nelle casse comunali, reinvestiti nell’acquisto di mezzi pubblici e nella realizzazione di piste ciclabili);

2) Realizzazione di una piattaforma logistica per lo smistamento delle merci. Carico/scarico merci dalle 6,30 alle 7,30 per tutti con apertura illimitata solamente per i veicoli elettrici;


3) Riduzione drastica dei parcheggi e aumento delle tariffe per i restanti, con obbligo di reinvestire gli introiti dei parchimetri nella realizzazione di piste ciclabili e nell’acquisto di autobus meno inquinanti;

4) Istituzione di “Zone 30” sul modello di quelle già esistenti in molte città europee, in modo particolare nelle vicinanze delle scuole; 

5) Promozione del “Piedibus” tra gli alunni delle scuole primarie;

6) Sviluppo delle piste ciclabili;

7) Disincentivare il trasporto privato anche attraverso bonus fiscali ai cittadini e ai nuclei famigliari che non possiedono automobili con contestuale potenziamento del trasporto pubblico;

8) Potenziamento del bike sharing anche sfruttando l’ausilio delle nuove tecnologie (es. programma Call A Bike, Deutsche Bahn-Comune di Monaco di Baviera)

La situazione ambientale della città, già di per se ampiamente compromessa, richiede interventi strutturali seri e immediati anche sul versante dei trasporti, scelte mai fatte dalle amministrazioni locali ma che, allo stato attuale, non sono più rinviabili. La salute dei cittadini è un bene da tutelare, come sancito dall’art. 32 della nostra Carta Costituzionale, senza compromessi ne calcoli politici di alcun tipo.

Ufficio stampa Terni 5 stelle. Passaparola

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